Vita e leggenda di Mino Raiola, il procuratore sportivo dei record

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Mino Raiola Procuratore Sportivo È italiano, è cresciuto in Olanda, è un pizzaiolo ciccione (parola di Ibra), è un poliglotta, è un genio della finanza, è arrogante, è completamente insensibile al fashionismo, è un padre di famiglia, è l’uomo che sa come far scucire soldi alle società di calcio di tutta Europa. Le definizioni su Mino Raiola potrebbero completare un intero volume dell’enciclopedia del calcio. Di sicuro è un personaggio spiazzante, soprattutto per noi italiani, che vediamo rispecchiati in lui tutti gli stereotipi negativi che ci affibbiano nel mondo, e che Raiola riesce magicamente a rivolgere a suo vantaggio. Nato prematuro da una famiglia della provincia di Salerno, la leggenda narra che il padre quando lo vide per la prima volta pianse, ma non di commozione, gli sembrava il bambino più brutto del mondo. La famiglia visse in Italia solo un anno, poi il padre emigrò in Olanda, aprendo un ristorante vicino Amsterdam, e tutta la famiglia lo seguì. A 12 anni Carmine detto Mino già lavorava in sala. A 16 anni teneva i conti del ristorante, che nel frattempo era cresciuto, diventando un posto da ricconi. A 18 anni ottenne il primo incarico nella società calcistica di Haarlem, la più antica d’Olanda, prima come responsabile del settore giovanile e poi come direttore tecnico. Intanto aveva acquistato un McDonald’s e nel tempo libero faceva da intermediario tra imprenditori olandese e italiani. La sua carriera ufficiale come procuratore sportivo comincia con l’accordo raggiunto con il sindacato olandese dei calciatori per diventare il loro unico rappresentante all’estero. Bergkamp e Jonk sono i primi giocatori piazzati in Italia. A quel punto la sua carriera di procuratore sportivo era già decollata. Carriera che poi avrebbe conosciuto il suo primo apice con il trasferimento in Italia di un certo Pavel Nedved, che poi sarebbe diventato Pallone d’oro. Ibrahimovic, Balottelli, Robinho e Pogba sono i giocatori di punta rappresentati oggi. Insomma, si può dire quello che si vuole di Raiola, ma fin da ragazzo non è mai stato uno che passava le giornate sdraiato sul divano a giocare con la playstation. Questo profilo da lavoratore indefesso, mai appagato, si sposa con un’indole che rifiuta le apparenze e i simboli di status. Famose sono le mise composte da jeans, sneackers e felpa con cui si presenta agli incontri di affari più importanti. Come famosa è la sua schiettezza al limite della spudoratezza. Tutti segni esteriori di una forte personalità costruita su un’autostima quasi ipertrofica. Un’autostima che non può che nascere dai risultati raggiunti, da quello che si è dimostrati a se stessi di poter fare. Ed proprio questo il tratto comune a tutti i grandi uomini: porsi obiettivi ambiziosi; raggiungerli; avere la prova di quanto si vale; puntare più in alto e ricominciare. Oggi Mino Raiola ha 48 anni, è un self-made man milionario, un procuratore sportivo al vertice del calcio mondiale. Potrà essere antipatico, maleducato, irriverente, ma di sicuro nessuno è mai arrivato così in alto usando come armi il tatto e la buona educazione. Inoltre, considerando che ha ancora una trentina d’anni di vita lavorativa davanti, siamo sicuri che avrà ancora molte occasioni per stupire e sorprendere tutti quelli che lo sottovalutano. Fonti: Ilsecoloxix.it Wikipedia.org Deejay.it

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