VAR: la tecnologia in aiuto agli arbitri

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Il principale argomento di discussione in questo inizio di campionato di Serie A, tra esperti e non del settore, è stato sicuramente l’introduzione del VAR da parte della Lega. Acronimo di Video Assistant Referee, questa nuova tecnologia è la vera novità di questo campionato. Richiesta per anni da milioni di tifosi, con tecnologie simili utilizzate anche in altri sport, questo strumento è un supporto in più per l’arbitro, al fine di ridurre il più possibile la possibilità di errore e magari porre un freno all’estenuanti quanto patetiche polemiche post domenicali.

Al momento il VAR è in fase di sperimentazione. Approvato nel giugno 2016 dall’International Football Association Board (ente preposto a prendere decisioni riguardanti le regole del gioco), in Europa è adottato in Italia (solo nel massimo campionato), in Germania e in Portogallo. La UEFA non lo utilizza ancora in Champions e in Europa League, mentre la FIFA  (leggi qui) lo ha inserito nella Confederation Cup e nei Mondiali Under 20 disputati quest’estate, e punta ad applicarlo nei Mondiali 2018 .

In queste prime giornate di Serie A il VAR è stato utilizzato frequentemente e con ottimi risultati, nonostante le lamentele di calciatori e allenatori per le lunghe, in alcuni casi, interruzioni del gioco.

Data la gran confusione sul suo utilizzo, cerchiamo di fare un po’ di chiarezza sul funzionamento e le modalità di applicazione di uno strumento che potrebbe ben presto rivoluzionare il mondo del calcio.

VAR: cos’è e come funziona

Il Video Assistant Refree altro non è che la famosa “moviola in campo”, resa celebre dal giornalista Aldo Biscardi nel suo programma “Il processo del lunedì”. Mediante l’utilizzo di telecamere e monitor, due assistenti situati in una stanza appositamente cablata e attrezzata, aiutano nelle decisioni la squadra arbitrale composta dall’arbitro, dai due guardalinee e dal quarto uomo. I due assistenti sono in contatto con gli arbitri in campo e possono comunicare con loro in qualsiasi momento. Inoltre, come previsto dal protocollo internazionale IFAB, le conversazioni durante la partita vengono registrate e messe a disposizione delle società per eventuali contestazioni.

VAR la tecnologia in aiuto agli arbitri 1

Foto: FIFA.com

Ambito e metodologia di applicazione

L’utilizzo del VAR può essere richiesto esclusivamente da parte dell’arbitro oppure per segnalazione dei suoi assistenti. In nessun caso, pena l’ammonizione per proteste, può essere invocato da calciatori, allenatori o dirigenti delle due squadre.

La tecnologia non è applicata a tutti i casi, ma solo a quelli definiti “match-changing situation”, ossia:

1. Goal
2. Rigori
3. Espulsioni dirette
4. Scambi di identità

Nel primo caso, il VAR può aiutare a segnalare goal viziati da falli precedenti o da fuorigioco (per quanto riguarda i goal/no goal c’è la “goal-line technology” a supporto); nel caso dei rigori, può essere utilizzato sia per assegnare o meno un rigore sia per segnalare delle irregolarità nell’esecuzione (giocatore in area o tocco irregolare); per i cartellini, invece, il VAR è valido solo per i potenziali cartellini rossi diretti (non vale per le seconde ammonizioni), o in caso di scambio di identità su ammonizioni ed espulsioni .

Nel momento in cui si decide di utilizzare il VAR, l’arbitro ha due opzioni: ascoltare il parere dei suoi assistenti addetti al VAR, oppure verificare in prima persona le immagini attraverso uno schermo posizionato fuori dal campo. L’arbitro segnala l’utilizzo dello strumento mimando un monitor con le mani.
La decisione finale spetterà soltanto a lui.

Il VAR in Serie A

Il primo intervento del VAR si è verificato in Juventus-Cagliari, prima partita dell’attuale campionato di Serie A. La tecnologia è intervenuta per assegnare un rigore al Cagliari per un intervento falloso, non visto inizialmente dall’arbitro, di Alex Sandro su Cop. Alla quarta giornata di campionato si contano 15 errori corretti in 40 partite disputate.

Siamo solo all’inizio della sperimentazione ed è normale che i tempi siano ancora un po’ lunghi. Ma in uno sport che diventa sempre più veloce, non avvantaggiarsi della tecnologia più sofisticata sarebbe deleterio e poco intelligente. Occorrerà avere pazienza nell’attendere che lo strumento e le tempistiche vengano perfezionate e ottimizzate. Quella pazienza che non dimostrano di avere alcuni calciatori e tecnici, nonostante fossero i primi, in passato, ad essersi lamentati delle sviste arbitrali.

Guarda qui il video di spiegazione della VAR prodotto dalla FIFA.

Foto: FIFA.com

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