Una buona dizione: requisito fondamentale per lavorare in tv

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Lavorare in tv: la dizione prima di tutto. Per ottenere una modalità di espressione vocale neutra, ovvero priva di peculiarità dialettali o personali, soprattutto per chi vuole avvicinarsi al lavoro di conduttore televisivo o speaker radiofonico è necessario educare la voce, così da permetterci una più efficace esposizione dei contenuti professionali da presentare. Una voce ben educata risulta piacevole all’ascolto, perché armoniosa, eufonica e fonogenica. Più la nostra voce è neutra, più chi ci ascolta potrà udire con esattezza ciò che affermiamo: se chi parla ha una balbuzie, un difetto di pronuncia, un forte accento dialettale o una voce rauca, incontra maggiori difficoltà nella conversazione, in quanto chi ascolta è distratto da elementi che non fanno parte del contenuto della comunicazione. Quando ascoltiamo un bravo presentatore o un bravo speaker, non siamo “distratti” dalle caratteristiche personali dalla sua voce e ascoltiamo solo il contenuto che vuole comunicarci. Tutto ciò non è mai casuale, ma è frutto di un efficace lavoro sulla propria espressione e potenzialità vocale. Un bravo oratore con un forte accento dialettale o una cadenza della voce monotona, avrà certamente maggiori difficoltà comunicative, in quanto l’attenzione del pubblico, specie all’inizio della comunicazione, si indirizza verso le sue particolarità vocali. Se chi parla lascia trasparire la sua provenienza regionale, o dei leggeri errori di pronuncia, non è certamente un problema. In contesti relazionali quotidiano e interpersonali la nostra voce può contenere delle varianti dialettali o personali, che possono ben rappresentare la nostra personale identità. Tutto ciò non dovrebbe accadere in contesti professionali. Soprattutto se la professione che svolgiamo si basa sulla voce (presentatori, attori, speaker, doppiatori, ecc.) non è accettabile una dizione imperfetta, che dovrebbe essere scevra da eccessiva velocità, pronuncia imperfetta delle parole, presenza di cadenza dialettale, parole con accenti scorretti. La lingua italiana neutra è un po’ come una bella calligrafia che permette a tutti di capire quello che scriviamo. Non è una grafia istintiva, lo scrivere bene va studiato in ogni segmento di lettera che la penna traccia sul foglio bianco. Con attenzione, concentrazione e pratica. Allo stesso modo la corretta dizione va ricercata in ogni sillaba che pronunciamo. Usare una corretta dizione è un traguardo che ogni persona può conquistare, ma non si possono modificare le abitudini senza un impegno quotidiano. Solo attraverso l’applicazione costante è possibile rieducare il nostro parlare in modo efficace ed efficiente, senza correre il rischio di esprimerci con una dizione scorretta e poco naturale.

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