Il misterioso accordo di ‘A hard day’s Night’

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Stiamo parlando del noto pezzo dei Beatles “A Hard Day’s Night”, diventato un pezzo di successo del quartetto inglese. Era il 1964 quando i baronetti, non ancora famosissimi in verità, pubblicavano il loro terzo disco, “A Hard Day’s Night” appunto, colonna sonora dell’omonimo film. L’attenzione intorno al brano si concentra subito sui primi tre secondi del pezzo, caratterizzati da una nota particolarmente stridula. Tecnici del suono di ogni dove si sono chiesti che accordo fosse. Una domanda rimasta senza risposta, perchè, se pur si è riusciti ad isolare le singole note dell’accordo, quando si tentava di riprodurlo, se ne ricavava un suono simile, ma non identico all’originale. istituti professionali tecnico del suono jpg La particolarità del suono ha fatto nascere il cosiddetto “accordo dei Beatles”. In realtà la nascita del suono non è casuale. Pare infatti che i musicisti, raccolti nel famoso studio di registrazione ad Abbey Road, si concentrarono sui primi secondi della canzone, perchè volevano ottenere un inizio particolare. L’accordo, che ha fatto scuola per ogni tecnico del suono, pare sia nato dalla combinazione di più strumenti e molti anni più tardi, quando ormai l’accordo era diventato famoso insieme con la band, è stato George Harrison a chiarire che si trattava di un FA maggiore con un SOL in alto, aggiungendo “dovete chiedere a Paul McCartney la nota del basso per avere la storia esatta”. In realtà, anche dopo la spiegazione di Harrison, non si è riusciti a venirne a capo e la risposta del famoso suono stridente di “A Hard Day’s Night” è forse nascosta in quel 16 aprile 1964, quando Harrison, con la sua dodici corde, John Lennon con la chitarra acustica, Paul McCartney col suo basso elettrico e Ringo Starr alla batteria creavano una composizione di note che avrebbe lasciato il segno nella storia della musica, come le loro canzoni. Addirittura nel 2004 il matematico Jason Brown, dell’Università Dalhousie a Halifax, in Canada, pubblicò un suo studio, che si basava su una teoria a cui anche altri addetti ai lavori avevano pensato. Scomponendo l’accordo, lo studioso ne ottenne che questo era stato suonato anche da un pianoforte, probabilmente suonato in studio dal produttore George Martin. Lo strumento sembra impercettibile, per via del fatto che il pezzo “A Hard Day’s Night” è stato registrato su quattro tracce, ma in realtà c’è. Aldilà delle teorie di matematici, musicisti e tecnici del suono esperti, la storia dell’accordo stridente dei Beatles è ormai una leggenda che si nutre ancora di mistero e su cui ancora si scrivono fiumi di parole, anche per il fascino che accompagna da sempre la band, in grado di far luccicare ogni aneddoto legato alla loro storia. Certo è che ogni tecnico del suono vorrebbe accedere agli archivi di quella registrazione per poter svelare l’arcano mistero. Vuoi diventare tecnico del suono? Scegli il corso di produzione musicale di Istituti Professionali.

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