Speaker radiofonico: le 10 emittenti più ascoltate in Italia

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  speaker radiofonicoPer tutte le persone che aspirano alla professione di speaker radiofonico è fondamentale conoscere il mondo in cui si vuole entrare, sia da un punto di vista qualitativo che quantitativo. Gli ascolti di una radio sono l’indicatore principale che certifica lo stato di salute di un’emittente, perché da questo valore – e soprattutto dal suo andamento nel tempo – dipendono molte cose. Più pubblico vuol dire più orecchie in ascolto, quindi spazi pubblicitari più costosi, più entrate per la radio, più soldi da destinare agli stipendi dello staff artistico e tecnico, maggiore sperimentazione e apertura al nuovo; cioè più possibilità per i debuttanti talentuosi di trovare uno spiraglio per cominciare una carriera. Ecco i risultati per il 2015 delle radio più ascoltate in Italia:

RTL 102.5 – 6.814.000 di ascoltatori giornalieri RDS – 4.716.000 Radio DEEJAY – 4.622.000 Radio ITALIA – 4.538.000 Radio 105 – 4.524.000 Radio RAI 1 – 4.203.000 Radio RAI 2 – 3.022.000 VIRGIN Radio – 2.329.000 Radio 24 – 1.974.000 Radio KISS KISS – 1.846.000

Totale ascoltatori radio giornalieri: 35.098.000 RTL risulta quindi, di gran lunga, l’emittente più ascoltata, soprattutto a causa della sua equa distribuzione territoriale e probabilmente per la isofrequenza (o quasi) in tutta la penisola. In alcune regioni ci sono delle radio locali che possono contare su un alto numero di ascoltatori (come Radio Zeta in Lombardia, Radio Bruno in Emilia Romagna, Radio Subasio in tutta l’Italia centrale, Radio Norba in Puglia) ma questo non sposta di molto gli investimenti pubblicitari che seguono comunque logiche di distribuzione nazionale. Rispetto all’anno precedente le prime cinque emittenti guadagnano tutte qualcosina, grazie all’aumento del 2,2% del pubblico totale. In generale la radio è comunque il mezzo che meglio si sta adattando alla rivoluzione digitale che ha stravolto interi settori mediatici e produttivi. Mentre Tv e stampa non se la stanno passando per niente bene (soprattutto per quanto riguarda l’andamento degli investimenti pubblicitari) la radio conosce da anni solo trend positivi. Questo è sicuramente dovuto all’uso molteplice che se fa e all’ottimo connubio che si è creato negli anni tra fruizione della radio e tempo trascorso in auto, un tempo che nelle grandi città si misura ogni giorno in ore e non in minuti. Fonti: Mediaclic.it/docbox/Radiomonitor/2015

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