Costacurta annuncia l’introduzione delle seconde squadre

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Parole importanti quelle rilasciate da Alessandro Costacurta, subcommissario della FIGC, a “Rivista Undici“, sintomo della volontà dei “nuovi” vertici della federazione di effettuare un profondo cambiamento del calcio italiano dopo la mancata qualificazione ai Mondiali russi.

L’ex difensore del Milan ha annunciato l’introduzione delle seconde squadre: “Dal prossimo anno i club di Serie A potranno avere delle seconde squadre, e le potranno iscrivere ai campionati di Lega Pro, occupando i posti delle società che non si iscriveranno. Quest’anno non ci saranno ripescaggi e i buchi saranno occupati proprio dai club che aderiranno al bando“.

Costacurta ha spiegato anche la composizione delle seconde squadre: “Le squadre B saranno composte di calciatori under 21, con la possibilità di introdurre due fuori quota under 23 e dovranno avere in rosa un numero minimo di giocatori (ancora da definire) convocabili per le Nazionali italiane. Le squadre parteciperanno al campionato regolarmente – ha proseguito – con eventuali promozioni o retrocessioni. C’è un’unica limitazione: non potranno mai giocare nel campionato della prima squadra“.

Un passo in avanti importante per il calcio italiano che inizia ad allinearsi agli altri campionati europei. In Francia, Germania e Spagna le squadre B esistono già da anni, seppur con modalità differenti. Addirittura Lionel Messi, nella stagione 2004/2005, ha disputato 17 partite con la maglia del Barcellona B in Serie C. Anche la carriera da allenatore di Pep Guardiola, uno degli allenatori migliori al mondo, è partita dalla squadra B del Barcellona: nella stagione 2007/2008 raggiunse la promozione dalla Tercera División (quarta serie spagnola) alla Segunda B con Busquets e Pedro Rodriguez titolari.

In Germania, giocatori del calibro di Ginter, Henrichs, Goretzka, Sanè e Werner, pedine importanti della nazionale maggiore di Joachim Löw, sono tutti passati dalle seconde squadre.
Con l’introduzione delle squadre B i giovani calciatori avranno la possibilità di crescere affrontando un campionato più competitivo, contro avversari di buon livello e di fronte ad un pubblico nettamente superiore e più impegnativo di quello del Campionato Primavera.

Nell’intervista a “Rivista Undici“, il subcommissario della FIGC si è soffermato anche sul settore tecnico, sul futuro della nazionale e sul coninvolgimento nella Federazione di ex giocatori dal passato e dai valori importanti: “Oggi il corso di preparazione alla carriera da allenatore di Coverciano è lo stesso che ho fatto io. Ma siamo nel 2018. Le ore di match analysis sono poche, lo scouting è sottovalutato, i sistemi di preparazione sono poco aggiornati. Non possiamo giustificarci dicendo che i nostri allenatori ogni anno dominano in Europa“.

In riferimento alla nazionale: “Abbiamo davvero tanti ragazzi attorno a cui possiamo costruire molto. Sono pronti. Sono ottimi giocatori, qualcuno anche un campione: Donnarumma, Caldara, Romagnoli, Rugani, Pellegrini, Bernardeschi, Chiesa. Questi sono già solidi e con loro cresceranno gli altri. Subito dopo la partita contro l’Argentina, a Manchester, ho avuto la netta sensazione che la squadra abbia patito troppo le critiche. Alcune giuste, altre molto meno. Comunque, la risposta è stata quella di un gruppo che va ricostruito emotivamente più che tecnicamente”.

Sull’ingresso in Federazione di ex giocatori: “Credo che gli ex giocatori, o comunque persone che sono state in campo, debbano occuparsi del Club Italia e del settore tecnico. Credo sia importante perché è con loro che possiamo ricostruire le basi per tornare a essere competitivi. Ho parlato di Andrea Pirlo, di Paolo Maldini e di altri. Uno di questi campioni ci vuole“.

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