Professione Speaker radiofonico ovvero lavorare con la voce.

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Fare lo speaker radiofonico significa tante cose: significa avere tante competenze, molte delle quali si apprendono sul campo e tante altre, invece, da conquistare solo dopo una formazione specifica, come quella del corso di Istituti Professionali.
In un articolo già apparso sul blog di Istituti, inoltre, sono stati elencati gli step necessari per ricoprire questo ruolo. In questo articolo sarà affrontato un tema più specifico ovvero quello della voce.

Lavorare come speaker significa prima di tutto tenere in considerazione che si tratta di una professione per la quale la voce è importantissima, un mezzo di comunicazione che deve arrivare nelle orecchie e “nei cuori” di tanti ascoltatori. Basta passare in rassegna i grandi nomi del panorama italiano, per rendersi conto di come la loro voce li abbia portati al successo e di come la voce ricopra un ruolo fondamentale, soprattutto perchè è solo con la voce che questi professionisti “si mostrano” al pubblico.

professione speaker radiofonico istituti professionali 1

Come per gli attori o per i cantanti, anche per gli speaker radiofonici, quindi, la voce decreta la riconoscibilità del professionista e della radio per la quale lavora, spesso diventando, qualora si raggiunga un determinato grado di successo, l’identità stessa di quella radio o di quel programma.

Necessario è quindi curare la propria voce, “allenarla”, preparandola al meglio.

Professione speaker radiofonico: dizione e pronuncia, le regole per lavorare con la voce.

La prima cosa che uno speaker deve curare in merito alla propria voce è l’inflessione. Non è possibile che un professionista chiamato ad entrare con la sua voce nelle case di tutti gli italiani, abbia una cadenza smaccatamente regionale.
Anche se i dialetti italiani sono caratteristici e in alcuni casi anche “simpatici”, un professionista che ricopre un ruolo come quello dello speaker radiofonico deve saper parlare un italiano perfetto, in perfetta dizione, privo di inflessioni e deve essere chiaro.
Si potrebbe riassumere il lavoro che lo speaker radiofonico deve fare con la propria voce in tre punti fondamentali:

  1. la correzione dei difetti di pronuncia
  2. lo studio della dizione
  3. la pratica

La pronuncia e la dizione dello speaker radiofonico.

Attenzione alla pronuncia: avere una voce calda, suadente o piacevole nella tonalità non è sufficiente. Un bravo speaker radiofonico deve saper articolare con precisione ogni parola, ogni frase e discorso.

Fondamentale è la dizione corretta, lo scandire il suono delle parole in maniera impeccabile, seguendo perfettamente le regole della lingua italiana, considerando accenti, aperture, doppie, consonanti e vocali e considerando anche la corretta pronuncia dei vocaboli mutuati dalle altre lingue straniere.

La spontaneità, il segreto di uno speaker vincente.

Per diventare speaker radiofonico, oltre ad apprendere l’utilizzo corretto della voce, la pronuncia, la dizione e a perdere ogni inflessione regionale, importantissimo è apparire spontanei.
Per questo motivo, bisogna allenarsi a leggere dei brevi testi scritti in modo da acquisire quella dimestichezza con tonalità di voce, timbro e giusta intonazione per apparire il più possibile rilassati, sinceri, “non costruiti”.

Tutto questo non è nè facile nè immediato: sono necessarie esercitazioni al microfono, magari davanti ad uno specchio o ad un piccolo pubblico di uditori oppure registrandosi e riascoltandosi, in modo da poter misurare la propria performance e annotare punti di forza su cui insistere e di debolezza su cui lavorare.

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