Neymar al Psg: affare da mezzo miliardo di euro

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È stato già definito l’affare del secolo. Il trasferimento di Neymar al Psg ha superato ogni limite, sia economico che morale. Ha raggiunto cifre che probabilmente nessuno si aspettava potessero essere mai raggiunte. Con il rischio che si possa scatenare un effetto domino, che porti ad un’alterazione dei prezzi dei giocatori, basati più sulla disponibilità economica momentanea dei club che sul reale valore dei calciatori.
Quando il Barcellona, nel rinnovo contrattuale di Neymar, inserì la clausola rescissoria di 222 milioni di euro, era convinto di aver finalmente blindato il suo nuovo gioiello, l’erede designato di Leo Messi. Ma cosi, evidentemente, non è stato. Il presidente del Paris Saint-Germain, l’emiro Al Thani, ha deciso di aprire il portafoglio e di pagare l’intera clausola pur di portare sotto la Torre Eiffel il 25enne asso brasiliano. Molti hanno insinuato che dietro l’investimento fatto dal presidente Al Thani ci fossero motivi di rivalsa nei confronti del Barcellona, sia per il corteggiamento e il tentativo di acquisto di Marco Verratti, sia addirittura per la decisione del Barcellona di interrompere la sponsorizzazione di maglia con la Qatar Airways, compagnia aerea di bandiera del Qatar, appartenente allo Stato qatariota come il fondo sovrano che gestisce il Paris Saint-Germain (Qatar Investment Authority).
Ci piace pensare, invece, che l’emiro Al Thani abbia voluto fortemente Neymar al Psg con l’obiettivo di vincere finalmente la Champions League.

La forza economica della proprietà del Psg

Se c’era un club che poteva permettersi un investimento simile, era sicuramente il club parigino. Un investimento che supera il mezzo miliardo di Euro: 222 milioni per il pagamento della clausola rescissoria, 30 milioni netti a stagione per 5 anni promessi al giocatore, più 40 milioni di bonus al padre-procuratore. Il totale fa 562 milioni di Euro. Cifra che non ha affatto spaventato la proprietà, la Qatar Investment Authority, che detiene quote e fa parte dei consigli di amministrazione di multinazionali, banche, hotel di lusso, club sportivi e compagnie aeree. Nel portfolio del fondo, ad esempio, troviamo quote della banca Barclays, della società di servizi finanziari Credit Suisse, della Borsa di Londra la London Stock Exchange, di Volkswagen, di Airbus, di Sainsbury’s, di Total e il 100% delle azioni dei grandi magazzini Harrods. In Italia, con la Katara Hospitality, ha acquistato alcuni hotel di lusso delle maggiori città italiane come il Gallia di Milano, il Westin Excelsior di Roma e l’Hotel Cala di Volpe in Costa Smeralda.
Non ci stupiamo, quindi, se una proprietà cosi forte effettua simili investimenti.

Neymar al Psg: gli effetti economici

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Ufficializzato il trasferimento, la domanda più ricorrente sull’affare Neymar è stata: “Come è possibile un acquisto del genere con le regole del Fair Play Finanziario?”. Partendo dal presupposto che i dirigenti del Psg non sono degli sprovveduti, e che se hanno deciso di fare un’operazione simile avranno sicuramente fatto i loro calcoli, il trasferimento di Neymar al Psg ha tutte le carte in regola per rispettare le regole del Fair Play Finanziario. D’altronde, eventuali violazioni porterebbero a sanzioni fino all’esclusione del club dalle competizioni UEFA, il che provocherebbe non solo un danno economico, per la mancanza degli introiti UEFA, ma precluderebbe la possibilità di raggiungere l’obiettivo principale della proprietà qatariota: la vittoria della Champions League.
Il Fair Play Finanziario è stato introdotto con l’obiettivo di migliorare le condizioni finanziarie del calcio europeo, creando un sistema calcistico basato sulla sostenibilità. L’analisi dell’UEFA sui conti delle società tiene conto del triennio 2015-2018, in cui ogni club non può superare un deficit aggregato di 30 milioni di Euro.
Il Paris Saint-Germain nella stagione 2015-2016 ha prodotto un fatturato di 542 milioni di euro, frutto della crescita della gestione caratteristica (ricavi da stadio, commerciali e televisivi), in aumento rispetto ai 483 milioni della stagione 2014- 2015. Il risultato finale è stato un utile di 10,3 milioni di euro, in leggero calo rispetto ai 10,5 del 2015. Secondo le stime, il bilancio 2017 registrerà un nuovo aumento del fatturato, in virtù della crescita dei ricavi, specie quelli televisivi (nella stagione 2016-2017 è entrato in vigore il nuovo contratto televisivo per il campionato francese da 726 milioni annui). Pertanto, è facilmente ipotizzabile che l’utile si aggirerà intorno ai 10 milioni anche per la stagione 2016-2017.
Il cartellino di Neymar al Psg è venuto a costare 222 milioni di euro, con un contratto al giocatore da 30 milioni all’anno per 5 anni: il che significa che Neymar costerà al Psg 104,4 milioni all’anno. Come abbiamo già spiegato nell’articolo Affare Bonucci: l’impatto sulle casse di Juventus e Milan, infatti, ai fini del bilancio conta l’ammortamento, ovvero il costo dell’operazione per ogni anno di contratto stipulato con il calciatore. A questo poi, va aggiunto l’ingaggio del giocatore al lordo. Quindi, 44,4 milioni di euro di ammortamento più i 60 di ingaggio lordo.
Una spesa ampiamente sostenibile per il club parigino che, dato il fatturato in costante crescita, l’utile di 10 milioni del 2016 e quello previsto per il 2017, potrebbe permettersi addirittura una perdita di 50 milioni di euro nell’ultimo anno di analisi dell’UEFA, per rimanere comunque all’interno dei paletti imposti dal Fair Play Finanziario.
Inoltre, il FFP prevede che le spese per gli ingaggi non assorbano più del 70% dei ricavi. Questo dato del Psg nel 2016 si è attestato al 54%, e i 60 milioni lordi di ingaggio promessi a Neymar, a fatturato invariato nel 2018, porterebbero questa percentuale al 65% circa, rispettando cosi le regole del FFP.

Neymar: una macchina da soldi

Neymar Jr. è una vera e propria macchina da soldi. La sua immagine viene utilizzata da brand quali Nike (anche sponsor tecnico del Psg), Volkswagen, Panasonic, Gillete, Claro, America Movil, Pokerstars, Konami, Lupo e Guaranà Antarctica. Tutti grandi marchi che con l’arrivo del giocatore brasiliano potrebbero avvicinarsi alla squadra parigina. L’agenzia londinese SportsPro, che ogni anno stila la classifica degli sportivi con il valore commerciale più alto (leggi qui l’articolo), lo ha inserito al settimo posto, secondo tra i calciatori. Il Time lo ha inserito tra le 100 persone più influenti al mondo, quelle cioè in grado di lasciare un’impronta attraverso le loro azioni.
E poi c’è il merchandising, una delle leve su cui fanno maggiormente affidamento i dirigenti parigini per il ritorno dell’investimento. Nelle ore successive alla presentazione del giocatore, sono state vendute tutte le 10 mila magliette disponibili nei due store del Paris Saint-Germain, quello nei pressi dello stadio e quello sugli Champs-Elysèes, per un incasso di poco superiore al milione di euro. Un inizio che lascia ben sperare. Quando Neymar fu acquistato dal Barcellona nel 2013, nei primi tre mesi furono vendute circa 250 mila magliette del calciatore brasiliano, con un incasso di poco inferiore ai 25 milioni di euro, pari alla metà del prezzo sborsato dagli spagnoli per acquistarlo dal Santos. Numeri impressionanti.
Ovviamente, poi, le straordinarie qualità tecniche del giocatore, messe al servizio di una squadra già forte, aumenteranno le probabilità di vittorie, che specie in Champions League, portano ad un forte aumento dei ricavi.

Le reazioni al trasferimento

Le cifre del trasferimento di Neymar al Psg hanno fatto molto scalpore, provocando numerose reazioni. La più dura, ovviamente, quella del Barcellona, probabilmente ferito nell’orgoglio, che mai e poi mai si sarebbe aspettato di vedersi soffiare uno dei suoi assi tramite il pagamento di una clausola rescissoria così alta. La squadra spagnola, per bocca del suo presidente Josep Maria Bartomeu, ha dichiarato di aver denunciato, alla UEFA, l’operazione. Così facendo, l’UEFA controllerà il rispetto delle regole del FFP da parte del Psg in modo tale da evitare un’inflazione artificiale del calcio. Questa dura presa di posizione del Barcellona, sostenuto anche dalla Liga spagnola, ha scatenato le reazioni del Psg e della Lega calcio francese, che si è schierata al fianco della società parigina. Anche il DS della Roma Monchi ha duramente criticato l’operazione Neymar, parlando addirittura di rischio bolla che possa far saltare l’intero sistema calcistico.
Chi invece si è detto rallegrato del trasferimento di Neymar al Psg, è Gèrald Darmanin, ministro dei conti pubblici francesi, per via delle tasse che il giocatore pagherà al fisco francese, circa 30 milioni di euro all’anno.

Tra mille polemiche e in barba a qualsiasi discorso sull’etica morale, il Psg gongola, consapevole di aver acquistato oltre che un giocatore di livello mondiale, anche, un asset societario in grado da solo di produrre milioni di euro.

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