Il Mobbing nel calcio: Federico Marchetti contro il Cagliari

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Nella bollente estate 2017 vissuta da Gigio Donnarumma, il suo agente Mino Raiola aveva accusato il Milan di avere mobbizzato il portiere rossonero. Ma cosa si intende per “Mobbing“? Con questo termine ci si riferisce a tutti quei comportamenti di natura persecutoria e vessatoria che si attuano sul posto di lavoro e che possono concretizzarsi in molteplici condotte, tutte accomunate dal risultato della lesione dei diritti inviolabili della dignità umana e professionale. Questi comportamenti, pertanto, arrecano alla persona che li subisce un’offesa tale da menomarne l’integrità psico-fisica.

Questo fenomeno ha interessato numerosi sportivi in passato, in particolar modo calciatori come Jimenez, Ledesma, Pandev e Marchetti.

Mobbing nel calcio: il caso Marchetti

Il caso Marchetti ebbe inizio il 23 luglio 2010, quando il portiere esternò alla Gazzetta dello Sport il suo rammarico per il mancato trasferimento alla Sampdoria, dove avrebbe potuto disputare le coppe europee, pretesa questa più che lecita per un atleta desideroso di misurarsi, all’apice della carriera, in competizioni di alto livello.

Immediata fu la risposta del presidente del Cagliari, Cellino che, in un’intervista del 27 luglio, affermò : “Certe cose ai giornali non si dicono. Se non vuole stare con noi, se ne può andare”. Nelle amichevoli estive, Marchetti venne relegato in panchina subendo anche le contestazioni degli ultras sardi. Alla chiusura del mercato, in mancanza di acquirenti, il giocatore fu addirittura declassato al ruolo di terzo portiere.

Durante il campionato, l’allenatore Bisoli non lo convocò mai motivando la decisione come una mera “scelta tecnica“. Senza aspettare la riapertura del mercato di gennaio, Marchetti, tramite il suo avvocato-procuratore Beppe Bozzo, depositò presso il Collegio Arbitrale della Federcalcio un’istanza in cui chiedeva un intervento urgente sul suo caso, in altre parole una denuncia per Mobbing.

L’obiettivo del calciatore era ottenere la risoluzione del contratto che scadeva nel 2013 e ottenere un risarcimento per i danni subiti in quei mesi, specie per le mancate convocazioni in Nazionale. Al termine della vertenza arbitrale, il Collegio stabilì l’entità della clausola rescissoria pari a 5,2 milioni di euro.

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Immagine di copertina: Tuttosport.com

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