Mario Savo vive il sogno del Manchester City: l’intervista

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Mario Savo - Manchester City

Chi è Mario Savo:

E’ un Performance analyst italiano dal respiro internazionale

Laureato in Marketing presso l’Università degli studi di Roma, già tra i banchi universitari ha collaborato con la polisportiva S.S. LAZIO per la sua tesi di Laurea.

Ha iniziato nel Latina Calcio a 5 nel 2010 – “Il mio lavoro consiste nell’analizzare le performance di una squadra sia dal punto di vista tattico che statistico”

Nel 2014 è Match Analyst per la Primavera del Latina Calcio – “facevo un’analisi tattica; analizzavo gli avversari di turno per il mister: Mark Iuliano” – ed ottiene una permanenza nella categoria.

E’ l’unico membro italiano in ISPAS – International Society of Performance Analysis of Sport – l’unico organo internazionale che si occupa della diffusione della disciplina della Match Analysis a livello sportivo.

Dalla stagione 2015-16 è Education Manager e Responsabile della Formazione in Italia di Longomatch (software di Match Analysis leader nel mercato)

Iscritto all’albo dei Video Analisti Tattici SICS

Dal 2015 è docente del corso per Match Analyst presso Istituti Professionali

Nel 2015 pubblica il suo libro: La Match Analysis nel calcio

Oggi è stato selezionato su oltre 30.000 candidati dal Manchester City come uno dei 70 migliori analisti di performance al mondo.

Mario Savo al Manchester City

Il concorso:

“A Manchester 100 hacker”  titola così la Gazzetta dello Sport per annunciare il Concorso indetto dal Manchester City che ha aperto un bando alla ricerca di professionisti dei dati. In questi 3 giorni – spiega Mario Savo – sarò presente a Manchester per analizzare 52milioni di dati di 10 partite della scorsa stagione (tra tiri, ammonizioni, passaggi e chilometri percorsi dai giocatori in campo); collaborerò con un’equipe di ingegneri, matematici e statistici e cercheremo di sviluppare il miglior algoritmo di performance per essere utile a Guardiola e valutare le performance della sua squadra. In palio c’è un premio di 10.000 sterline, una collaborazione nel Manchester City ma anche collaborazioni minori e magliette autografate.   Cosa si prova ad essere uno tra i 70 selezionati in tutto il mondo?

Sicuramente è una bella sensazione, ma ancora non ho raggiunto alcun obiettivo vero. Il mio obiettivo è quello di entrare al City ma sicuramente già il fatto di essere arrivato fin qui è motivo per me di grande gioia.

Come ti sei preparato al Concorso per Il Manchester City?

Non mi sono preparato! – sorride – Al concorso porto la mia professionalità e quello che so fare. Proverò a mettere in evidenza le mie competenze per uno dei migliori (Guardiola, ndr). Conosco molto bene il modello di gioco strategico di Guardiola, l’ho studiato nei diversi anni passati e per il concorso ho cercato di creare un modello statistico e tattico che ben calzasse alle sue esigenze.

Qual è la sfida più grande che dovrai superare per vincere il concorso?

Il concorso stesso. Trovarsi difronte ai migliori professionisti al mondo, non sarà semplice. Proverò a mostrare i miei punti di forza: io posso legare le mie competenze tattiche a quelle statistiche e cercherò di superare gli altri con la tattica…molti sono degli statistici e non hanno anche un occhio tattico allenato.

Come vivi questa grande opportunità che ti sei conquistato?

Con molta calma, senza montarmi la testa perché non abbiamo ancora raggiunto alcun risultato reale. Un principio che adotto sempre è quello di avere sempre i piedi per terra, cercare di volare sempre basso senza perdere l’umiltà.

Nella vita sei anche un formatore, docente del corso di Match Analysis per Istituti Professionali, come trasmetti ai tuoi allievi la passione per un lavoro nello sport fatto soprattutto di numeri?

Essenzialmente cercando di farli innamorare prima dello sport, del gioco. Cerco di far passare prima la passione della poesia del gioco poi, una volta motivati, si collega tutta la parte dei numeri che sicuramente è più ostica ma fondamentale per il calcio moderno soprattutto se parliamo di calcio internazionale.

Mario Savo: corso Match Analyst - Istituti Professionali   Perché un aspirante Match Analyst dovrebbe scegliere le tue lezioni?

Bella domanda. La mia impostazione è molto diversa da quella presente in Italia perchè sul territorio nazionale si dà grande prevalenza all’analisi tattica rispetto a quella statistica. Io non sono un allenatore e non voglio esserlo. Penso che per esempio i Performance Analyst del basket siano i migliori in questo campo e non sono allenatori ma statistici, molti non hanno nulla in comune con il basket. L’impostazione che cerco di dare alle mie lezioni e ai miei allievi, è si tattica ma permette una formazione secondo gli standard internazionali di questa figura affiancando, quindi, anche competenze statistiche. Io cerco di interpretare le richieste di un mercato internazionale e la formazione italiana per la figura del Match Analyst è ancora basata sulla sola parte tattica. Io credo, con tutto il rispetto per i colleghi che si occupano di tattica, che bisognerebbe o scindere le due figure e farle collaborare insieme (chi con competenze solo tattiche e chi con solo competenze statistiche) oppure si crea una figura ibrida ma completa perché solo la disciplina tattica non basta e viceversa; in aula cerco di portare i miei studenti ad una formazione completa.

Che tipo di consigli vuoi dare a chi intende avvicinarsi a questo mondo?

Studiate. Studiate tanto. Non smettete mai di aggiornarvi e guardate tante partite anche non italiane. E poi bisogna amare quello che si fa, i risultati poi sono solo una conseguenza.

C’è una tipologia di persona che è più predisposta o meno per fare bene questo lavoro?

La caratteristica principale che deve avere un buon Match Analyst è l’ordine mentale e deve anche avere una disciplina molto sviluppata. Per fare questo lavoro devi essere abituato a saper gestire una grande mole di dati e a passare la maggior parte del tuo tempo davanti al pc ad analizzarli. Ci vuole pazienza, passione e precisione e devi anche saper essere discreto, educato e rispettare i ruoli. Consiglio, poi, agli aspiranti Match Analyst di avere tenacia perchè questo lavoro in Italia ancora non è ben capito; ciò è un rischio ma anche un’opportunità. In tanti molleranno perché non riusciranno a trovare il giusto spazio in un settore ancora “troppo” nuovo; bisogna però cogliere la grande opportunità di inserirsi in un mercato potenzialmente ancora vergine dalle grandi potenzialità.

  Grazie, in bocca al lupo…ci vediamo in aula!

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