L’importanza della match analysis per il moderno osservatore calcistico

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Bei tempi quelli quando bastava vedere un giocatore in azione, la sua velocità, la padronanza dei fondamentali, la sua resistenza e, al massimo, il suo senso della posizione, per farsi un’idea del suo valore e della sua spendibilità presso una determinata società di calcio. C’erano l’istinto, l’esperienza, la conoscenza del mondo del calcio e dei suoi protagonisti, anche quelli di seconda e terza fila, e questo era tutto quello che serviva a un osservatore calcistico per decidere come posizionare un certo giocatore nella propria classifica mentale. Tutto molto romantico, ma anche molto fallace, visto che le probabilità di incontrare un vero campione erano praticamente uguali a quelle di beccare una cinquina al lotto. Poi al calcio è successo quello che era già successo al basket e al baseball: sono arrivati i numeri, le statistiche, i computer e l’oggettività. Oggi che siamo all’inizio dell’epoca del calcio scientifico la questione non è in quale campetto di periferia si può incontrare il prossimo Messi mentre tira calci a un pallone fangoso, ma decidere l’indicatore migliore per sintetizzare in un solo numero la capacità di un giocatore di fare la differenza in campo. Chi non ha visto il film L’arte di Vincere (Moneyball) del 2011 avrà qualche problema in più a capire il concetto. Gli altri avranno perfettamente compreso che l’epoca del giudizio soggettivo, dell’osservatore calcistico che si fida del suo istinto, è tramontata per sempre, e chi nel calcio ha un ruolo professionale non potrà che felicitarsi di questo, visto che questo nuovo approccio rende le cose estremamente più semplici e lineari. Oggi un osservatore calcistico non può prescindere nella sua valutazione da un attento lavoro di match analysis, che viene focalizzato non sulla prestazione tattica della squadra o sulle sue prestazioni offensive e difensive, ma sulle statistiche di un certo giocatore, numeri che presto faranno parte del cartellino di ogni dilettante, come il numero di vittorie e sconfitte fa parte del curriculum di ogni un pugile. La mole di dati, raccolti in anni di carriera, si sostituisce alla singola osservazione di una partita. Un indicatore statistico, diverso per ogni ruolo in campo e per i gusti di ogni osservatore, sostituisce l’immaginazione e il sesto senso dell’uomo di sport. Il computer sostituisce la memoria storica dell’appassionato. L’oggettività scientifica sostituisce i pregiudizi, un tiro fortunato oppure una giornata di grazia. Consigliamo quindi ai nostri allievi del corso di Osservatore calcistico di impratichirsi con i software di match analysis perché il trampolino di lancio della propria carriera potrebbe venire proprio da lì. Fonti: Footballscouting.it Calciomercato.com

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