Lavorare come speaker radiofonico: un mestiere in declino, o forse no

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Credi che la radio abbia ormai perso il suo appeal e che  ITunes, Youtube e il web in generale ne abbiano decretato la morte? Lo credi davvero, ma la ami. La ami e vorresti essere quella voce lì che ogni mattina ti dà il buongiorno mentre percorri il tragitto verso il lavoro. Lo credi perché pensi di essere il solo (o uno dei pochi) che preferisce la calda voce di Stefano Mastrolitti dietro al microfono di radio 101 lungo una strada che ogni mattina si ripete: lo stesso negozio con la serranda socchiusa, poco più avanti il cassonetto blu e lì l’immancabile buca che ormai schivi di default…Come un cd o le tracce della chiavetta usb che si ripetono e ti danno un senso di sterilità. Bene, ti voglio dare una buona notizia. Non sei l’unico e la radio, come la sua storia insegna, non si è mai lasciata travolgere da importanti cali di ascolto perché ha semplicemente seguito l’evolversi del mercato e il mutamento delle esigenze dei suoi ascoltatori.

Gli ascoltatori radiofonici sono in calo? Vediamo qualche dato

  Dati alla mano (analisi di mercato effettuata da Radio Monitor di GfK Eurisko dell’anno 2015) sono più di 46milioni i radio ascoltatori giornalieri, quasi 1milione in più rispetto al 2014. audience radio 2015 Dai numeri si deduce chiaramente come il mezzo radiofonico non abbia perso audience ma, anzi, l’ha acquistato.

Ma guardiamo come la radio si è adattata al suo pubblico nel corso degli anni in Italia:

  Rilevano alla nostra analisi gli anni ’30, anni in cui la radio ottiene il suo primo successo sul territorio nazionale. La radio diviene strumento di comunicazione di massa per 2 motivi:

  • È stato uno strumento di comunicazione innovativo
  • Ha instillato nelle famiglie italiane il senso di abitudine e familiarità. La programmazione ricorrente, le tematiche leggere facevano sì che l’ascoltatore divagasse il suo pensiero in precisi momenti della giornata, ricorrenti.

Sono gli anni del fascismo e la stessa propaganda politica permise, attraverso la diffusione di strumenti radiofonici in bar ed esercizi commerciali, l’incremento della popolarità della radio. Erano gli anni ’50 quando la radio conosce il suo periodo d’oro e lo fa mediante l’espansione della programmazione radiofonica con nuove fasce d’orario e nuovi canali. E’ proprio dalla metà degli anni ’50 che la televisione inizia ad affermarsi nelle case degli italiani. Come è riuscita, quindi, la radio a registrare un incremento dell’audience nonostante il successo della televisione? Grazie all’adattamento:

  • I programmi diventano più numerosi e si specializzano per tematiche
  • Viene inventata l’autoradio che diffonde l’utilizzo della radio anche fuori casa. Ciò trova l’approvazione del pubblico giovanile che la preferisce alla televisione perché simbolo di libertà ed indipendenza.

Facciamo poi un salto negli anni ’80 dove si assiste al passaggio dalle radio libere a quelle private. Anche qui possiamo trarre dei positivi adattamenti al mercato:

    • Gianni Bisiach a Radio anch'ioC’è una focalizzazione sulla figura dello speaker radiofonico che imprime personalità ai programmi e li rende più coinvolgenti. Ricordiamo Radio anch’io con Gianni Bisiach
    • La radio sposta il suo focus dalla musica all’ascoltatore, rendendolo protagonista.

          Negli anni ’90 si registra il primo importante calo di ascolti per la radio dovuto all’ascesa della televisione insieme all’affermarsi di internet. In questo caso la radio ha nuovamente dato prova di adattamento al mercato sfruttando, alla fine degli anni ’90, proprio il web che gli stava facendo perdere terreno.

    • Nascono le web radio – esempio di adattamento al mercato, ben accolto dalle nuove generazioni di ascoltatori

  Dagli anni 2000 ad oggi la radio ha continuato ad essere amata dal suo pubblico. Le strade che si stanno intraprendendo nell’ultimo ventennio sono quelle di un miglioramento della connettività e ricezione della radio mediante il sistema di radio digitale. Nel futuro della radio ci sono sicuramente nuove sorprese e ci aspettiamo un panorama roseo per questo incredibile strumento di comunicazione Fonti: radio monitor – indagine Radio Monitor di GfK Eurisko 2015 Storia della Radio Wikipedia

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