La storia di Radio Caroline, mito di ogni speaker radio

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C’era una volta una radio che trasmetteva da una motonave in mezzo al mare del Nord. C’era uno speaker radio appeso all’albero maestro, un’antenna di 50 metri, che tentava di riattaccare un cavo in mezzo a una tempesta. C’era un governo che proibiva qualsiasi trasmissione radio che non venisse dall’emittente di Stato. E c’erano milioni di ragazzi che non ne potevano più di ascoltare sempre la solita roba. E tutto questo è successo davvero, in Inghilterra, negli Anni 60. Questa è la storia di Radio Caroline, la prima radio ad essere definita pirata. E l’aggettivo non fu scelto a caso, da qualche giornalista troppo enfatico, veniva dal semplice fatto che per aggirare le leggi dello Stato della Gran Bretagna la radio trasmetteva musica libera e voci non irregimentate navigando fuori dal limite delle acque territoriali inglesi, su una motonave battente bandiera panamense. Tutto questo fu opera di un singolo uomo, Ronan O’Rahilly, rampollo di un’agiata famiglia irlandese, trasferitosi a Londra per lavorare nello show business, prima nel cinema e poi nell’industria discografica, creando una sua etichetta. Erano gli anni in cui Beatles, Rolling Stones e Kinks cominciavano ad essere conosciuti, ma solo nei circuiti underground. La BBC trasmetteva solo due ore a settimana di musica pop e la programmazione in generale era alquanto tediosa. Dopo aver provato a proporre le canzoni della sua etichetta musicale ed essere stato rimbalzato indietro dalla BBC che assecondava un quasi monopolio delle due più grandi case discografiche dell’epoca (EMI e Decca), O’Rahilly si rese conto di due cose: non sarebbe mai riuscito a far sentire i suoi dischi ad un pubblico ampio; se avesse aspettato di andare in onda sulla BBC. Decise quindi di creare una sua stazione radio indipendente, e sull’onda di alcuni esempi danese, olandesi e svedesi, comprese che per aggirare il blocco delle radiofrequenze la soluzione migliore era trasmettere da una nave in mezzo al mare. Comprò un vecchio cargo danese, ci installò sopra un trasmettitore da 10 Kw e un’antenna di quasi 50 metri, lo ribattezzo Caroline, come la figlia di JFK – il presidente USA appena assassinato a Dallas – e prese il largo. Era il marzo del 1964 e l’epoca d’oro delle radio libere era appena cominciata. La prima canzone trasmessa fu “Not Fade Away” dei Rolling Stones, da quel momento Radio Caroline non si fermò più, andando in onda 24 su 24, con ogni condizione meteo. Solo quando il rollio della nave era tale da non far funzionare i giradischi, allora venivano messe cassette pre-registrate. Con stile spigliato, irriverente e molto rock la radio pirata fu subito una rivoluzione, entro pochi mesi contava già su un pubblico di circa 4 milioni di persone e gli speaker divennero immediatamente delle star nazionali, alla pari dei musicisti che trasmettevano nell’etere. Il modello di business era lo stesso delle radio di oggi: intrattenimento di qualità sovvenzionato dagli inserzionisti pubblicitari. E anche da questo punto fu un successo, tanto che dopo poco tempo di navi che trasmettevano Radio Caroline ce n’erano già due: una che copriva le coste del nord e una a sud. In più di vent’anni di attività sono innumerevoli le avventure che speaker e personale tecnico hanno vissuto. Tra tempeste, disancoraggi, incagli, spiaggiamenti, tender di rifornimento sequestrati dalle forze dell’ordine e problemi tecnici di ogni tipo il tempo passato a bordo (due settimane di fila) volava via in un attimo. Si scendeva a terra per una settimana di riposo (ovvero sbronzarsi e incontrare le fan) e poi via, per un altro giro di giostra. Oggi, nell’epoca degli speaker radio che fanno le settimane di ferie ad agosto e a Natale, sono in molti a rimpiangere quei tempi pionieristici in cui tutto era possibile e le regole le facevi ogni giorno, quando indossavi la cuffia e spingevi il tasto “On air”. PS1: Se avete riconosciuto in questa storia la trama del film “I love radio rock” siete nel giusto, perché gli sceneggiatori si sono ispirati proprio alle vicende di Radio Caroline e del suo equipaggio. PS2: Se dopo aver letto questo articolo vi siete appassionati all’affascinante mondo degli speaker radio, qui potrete avere maggiori informazioni sul nostro corso. Fonti: Ilpost.it Fattodiritto.it Rollingstone.it

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