Il suono nel cinema: l’arte della colonna sonora dei film

 In News

Il suono nel cinema: un rapporto che parte da lontano. Da più di un secolo ormai, la gente ha iniziato a comprendere l’impatto e la necessità di collegare la musica con i film. Che si trattasse delle ampie visioni ritmiche di “Nosferatu” o le epiche, grandiose melodie di “Nascita di una nazione”, i primi cineasti iniziarono a pensare che questa combinazione di immagini e suoni fosse una fonte inesauribile da cui trarre ispirazione. Fin dall’inizio, la musica ha avuto un rapporto strettamente intrecciato con il cinema. Immaginate se “Jurassic Park” o “Lo Squalo” non avessero le colonne sonore principali: ai film mancherebbe un elemento molto importante, un’ atmosfera che non può essere sostituita o ignorata.

Il sonoro nel cinema di Stanley Kubrick

Stanley Kubrick (“2001: Odissea nello spazio”, “Lolita,” Shining”), è stato uno dei più grandi registi della storia del cinema. È stato anche uno dei pochi che riusciva a prevedere la reazione degli spettatori a certe emozioni suscitate attraverso particolari intramezzi musicali. Il suo uso del suono orchestrale stridente in “Shining” ci fa sentire come se stessimo perdendo la lucidità insieme a Jack Nicholson. L’utilizzo di “Così parlò Zarathustra” in “2001” è forse il momento musicale più memorabile di tutti i film.Immaginate la scena di “Arancia meccanica”, dove il protagonista, Alex, e la sua banda di “Drughi” irrompono in casa di un uomo anziano e violentano sua moglie mentre lui guarda. L’intera scena è orribile, scioccante e ha lo scopo di spingerci ben al di fuori delle nostre zone di comfort nel vedere come la società nichilista potrebbe diventare in futuro. Ma è questo abbinamento di scene, di depravazione e di redenzione, quando Alex balla su “Singing in the Rain”, che fa sì che le scene assumano una dimensione completamente nuova e un senso di disaffezione emotiva.

Il potere del suono nel cinema

Alcune delle colonne sonore più famose degli ultimi 50 anni hanno utilizzato melodie e ritmi per trasmettere quello che altrimenti sarebbe stato impossibile esprimere. Questo è quello che fa la musica; questo è ciò che è capace di fare. I registi utilizzano il potere della musica per sostenere i loro film. E’ la colonna sonora che cattura la nostra attenzione nei film. L’esperienza e la memoria sono intrecciate insieme. La musica può mostrarci le connessioni che esistono tra quello che vediamo sullo schermo e ciò che vediamo in noi stessi. Non importa tanto ciò che sentiamo quanto come percepiamo la sua connessione con ciò che siamo vedendo. E una volta impostata, nulla può spezzare tale associazione. Senza questa interazione, il cinema non sarebbe cinema e non avremmo questo rapporto profondamente sentito con lo schermo cinematografico. Sono le esperienze che ci rendono ciò che siamo, e di conseguenza, musica e film ci plasmano in modi che non riusciamo nemmeno ad immaginare. Si pensa spesso che un film sia solo un prodotto visivo, in realtà è un prodotto acustico e visivo, in cui il suono gioca un ruolo eccezionalmente importante, di grandissima rilevanza. Questa è arte, questo è il potere dei suoni e della musica.

Il ruolo del sound designer per il cinema

I sound designer rivestono un ruolo tecnico e artistico chiave e molto importante nell’ambito della post-produzione cinematografica e televisiva, dal montaggio dei dialoghi, alla realizzazione della colonna effetti fino alla gestione della colonna sonora. Ma per fare un salto di qualità e passare da semplici fonici di doppiaggio a professionisti montatori del suono, bisogna affinare il proprio orecchio. A questo fine il grande cinema, le sequenze dei grandi film, aiutano moltissimo, proprio per le caratteristiche narrative e sonore, ad imparare a dominare l’universo sonoro, a segmentarlo e a ragionare sul tempo breve di una scena, sul tempo lungo di un intero film, e a imparare a confrontarsi con una grande polifonia sonora che il cinema, e l’audiovisione in generale, presentano. Non bisogna però dimenticare l’importanza della gestione del suono, i software principali, come Pro Tools o Ableton Live, indispensabili per diventare esperti dell’ universo della creazione di suoni.

Recent Posts
Contattaci

Ciao, sono Valentina, la tua consulente di Istituti Professionali, di cosa hai bisogno?

Not readable? Change text. captcha txt
Hotel revenue managerConduttore televisivo