Il mestiere di osservatore calcistico tra sogno e realtà

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osservatore calcistico 1 – Macinerai tanti chilometri in auto, in treno, in aereo. Viaggerai in lungo e in largo per l’Italia e l’Europa. Dormirai nel tuo letto pochi giorni al mese. Mangerai moltissimi panini. 2 – Devi essere un vero affamato di calcio, perché dovrai vedere in media una decina di partite a settimana, di ogni campionato, di ogni categoria, in ogni tipo di stadio o di campo. 3 – Devi conoscere il calcio da tutti i punti di vista: atletico, tattico, psicologico e manageriale. Nessuno ti chiederà mai di portargli qualche “ragazzo promettente” ma è probabile che qualcuno ti chiederà di trovare una mezz’ala sinistra capace di saltare l’uomo e di crossare con precisione. 4 – Dovrai garantire fedeltà assoluta al committente, che significa non arrotondare con lavoretti o consulenze per altri soggetti e soprattutto mantenere il più stretto riserbo su tutti i giocatori che visionerai. La concorrenza là fuori è feroce e mettere sotto contratto un giovane Messi per primi vuol dire guadagnare milioni di euro. 5 – Dovrai conoscere molto bene l’inglese e almeno un’altra lingua straniera. Spagnolo o portoghese sono quelle che fuori dall’Europa ti possono essere più utili. 6 – Devi studiare la giurisprudenza di settore e le norme che regolano i contratti professionistici nei vari paesi. Non è sufficiente infatti cavarsela con nome e cognome di un ragazzo dai piedi buoni, dovrai anche fare un report al tuo committente (responsabile del settore giovanile di una squadra oppure agente) su altri importanti fattori come ad esempio: fattibilità del trasferimento; situazione familiare; spese di istruzione; esigenze burocratiche di varia natura. 7 – Bisogna avere buona dimestichezza con la tecnologia. Saper usare una telecamera, acquisire un video e realizzare un montaggio, nel caso. Oggi anche questo mestiere si è molto raffinato e la consultazione di data-base di statistiche, ad esempio, è ormai diventata la normalità. 8 – Non serve essere un ex giocatore con esperienza di Serie A per fare l’osservatore. La passione può essere una molla sufficiente, se viene accompagnata fin dall’inizio dalla serietà, dallo studio e dall’intelligenza. 9 – La classica carriera dell’osservatore calcistico: consulente delle giovanili (o di un agente); osservatore della prima squadra (o di un grosso agente); consulente di calciomercato; e poi chissà… giornalista, direttore sportivo, allenatore? Chi può dirlo, come sempre valgono le qualità personali, le competenze acquisite e la fortuna. Basta pensare ad André Villas-Boas, che prima lavorava come osservatore tattico per Mourinho. 10 – Come per tutti i mestieri all’inizio si guadagna poco, i classici rimborsi spese. Poi, quando si diventa bravi e si comincia ad essere conosciuti nel giro, si può arrivare ad avere uno stipendio decente e magari iniziare una traiettoria ascendente. Gli osservatori di Serie A guadagnano in media 50.000 euro al mese. 11 – Per cominciare con il piede giusto è importante acquisire un metodo, studiando il comportamento dei più bravi al mondo e poi affinandolo con l’esperienza pratica. Avere una tua scaletta o una to-do-list ti semplificherà la vita quando sarai sotto pressione perché dovrai fare tre cose insieme, mentre cerchi un posto dove ci sia campo sufficiente per spedire una mail da un campetto di provincia battuto dal vento e dalla pioggia. Il nostro corso di osservatore calcistico ti può aiutare a trasformare in realtà il tuo sogno di lavorare nel mondo del calcio. Qui puoi avere maggiori informazioni.   Fonti: Giovanniarmanini.com Calciomercato.com Blog.quotidiano.net

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