Juve, la “maledizione” della finale di Champions League continua

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Sembra davvero una chimera la coppa “dalle grandi orecchie” per la Juve: dopo le sei sconfitte in finale di Champions League, ecco che è arriva la settima batosta contro il Real di Cristiano Ronaldo.

Eppure quest’anno la Juve, dopo una supremazia assoluta in Campionato, era arrivata alla sfida con una ferrea convinzione, più di una semplice speranza, ovvero che il finale si sarebbe tinto di bianco e nero. Tutte le carte erano davvero in regola per conquistare l’agognato Triplete e stabilire una supremazia anche in Europa. Ed erano i risultati e le prestazioni a dirlo: solo 3 gol subiti in tutta la Champions, una solidità di tutta la squadra e un attacco sempre decisivo anche contro squadre ben organizzate come il Barcellona.

E invece proprio nella partita più importante della stagione, i perfetti meccanismi si sono inceppati, il muro difensivo è crollato e i giocatori che avrebbero dovuto cambiare l’inerzia della gara hanno deluso. Quella coppa inseguita ormai dal 1996, anno dell’ultima Champions vinta dalla Juve, continua ad essere un vero tabù per il club juventino che anche questa volta, come due anni fa, è costretto a vedere i festeggiamenti finali di una spagnola e a scrivere un record negativo di finali di Champions League.

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La partita

Al calcio d’inizio, la maggior parte dei giornalisti, addetti ai lavori e i tifosi davano più possibilità alla Juve di vincere rispetto al Real Madrid. E i primi minuti di gioco hanno confermato questa probabilità: la Juve che attacca, come lei sa fare, concedendo davvero poco agli avversari.

Alla fine del primo tempo la partita era ancora tutta da definire: alla rasoiata vincente del solito Cristiano Ronaldo, ha risposto Mandzukic con uno splendido e straordinario gol di in rovesciata. La finale di Cardiff, quindi, alla fine dei 45 minuti regolamentari, era ancora in bilico.

Ma è proprio nel secondo tempo che la Juve, che avrebbe dovuto prendere in mano la gara e cercare il gol del vantaggio, è rimasta bloccata: fisicamente e psicologicamente non è riuscita a reagire alla squadra di Zinedine Zidane. Ed è calata in ogni zona del campo: gli attaccanti non hanno pressato chi impostava il gioco, il centrocampo non è riuscito a proteggere la difesa e a creare situazioni pericolose, e soprattutto la BBC è crollata. Così, il Real ha mostrato tutta la sua classe con le verticalizzazioni, sovrapposizioni e cambi di gioco di Kroos e soprattutto di Modric, uno dei migliori in campo per i merengues.

La superiorità di CR7 e compagni è stata assolutamente netta di fronte alla quale la Juve ha ceduto. E il risultato finale è davvero una punizione per gli uomini di Allegri: sotto i colpi di Casemiro, Ronaldo, che mette una seria ipoteca sul suo quinto pallone d’oro, e del giovanissimo Asensio, il Real alza al cielo di Cardiff la sua 12esima Champions League.

Chi ha deluso all’appuntamento della finale di Champions League

Come detto, tutti si aspettavano una grande prestazione da parte dei Campioni d’Italia: serviva una gara perfetta per battere il Real e conquistare finalmente la Champions League. E invece così non è stato: 4 gol subiti in finale hanno prodotto un’immensa delusione, ma anche tanta voglia di riprovarci ancora l’anno prossimo. In questa netta sconfitta per la Juve, ci sono stati giocatori acquistati ad inizio stagione per fare il salto di qualità proprio in Champions League e che invece non si sono mostrati all’altezza della gara più importante dell’anno.

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In questa analisi, partiamo proprio dalla difesa. A protezione di Buffon, sono scesi in campo i titolarissimi Barzagli, Bonucci e Chiellini. La difesa più forte della Serie A e della Champions prima della finale ha lasciato troppi spazi agli attaccanti e ai centrocampisti del Real: la BBC è naufragata sotto gli inserimenti centrali e sulla fascia dei merengues, non è riuscita a fermare le incursioni di Isco e Benzema e con Bonucci, come invece accade in Campionato, non è riuscita ad impostare il gioco dalle retrovie.

Oltre alla difesa, i due giocatori non pervenuti per la squadra di Allegri sono stati Dybala e Higuain. Inutile dire come tutti si aspettavano tanto dal duo HD che invece è caduto nella tana del Real. “La Joya” non è riuscito a trovare spazi, a offrire palloni invitanti ai compagni di reparto e pian piano è entrato in ombra fino alla sostituzione. Anche da parte di Higuain, acquistato ad inizio stagione per essere determinante soprattutto in Champions League, ci si aspettava di più: oltre all’assist per l’1-0 di Mandzukic, l’attaccante argentino non ha inciso sulla gara, costretto spesso dai difensori del Real a defilarsi.

Nonostante questa ennesima sconfitta della finale di Champions League, restano per la Juve gli importanti risultati ottenuti in questa stagione in Campionato e Coppa Italia e tutto il percorso fatto per arrivare alla finale di Cardiff. La determinazione e la caparbietà del club bianconero porterà la squadra di Allegri a crederci ancora l’anno prossimo e cercare di sfatare la “maledizione Champions”.

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Foto del Real Madrid da: corrieredellosport.it

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