La FIGC riforma il Regolamento del Settore Tecnico

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La Federazione Italiana Giuoco Calcio ha ufficializzato, tramite un comunicato, di aver riformato il Regolamento del Settore Tecnico.  Le tante novità introdotte saranno valide già dalla prossima stagione, con un inserimento graduale per essere poi attive a pieno regime dalla stagione sportiva 2020-2021. La riforma prevede l’obbligo di allenatori abilitati in tutte le categorie giovanili, l’introduzione di un allenatore dei portieri per prima squadra e giovanili, l’abilitazione UEFA A per la Serie A femminile e tra due anni anche in Serie B. Inoltre, sono state istituite le figure dell’Allenatore dei Dilettanti Regionali e dell’Allenatore dei Portieri Dilettanti e di Settore Giovanile.

Regolamento del Settore Tecnico: i cambiamenti nel dettaglio

  1. Categorie giovanili di base: Per allenare le squadre comprese nelle categorie Piccoli amici, Primi calci,
    Pulcini ed Esordienti (fascia di età 5/12 anni), le società dovranno dotarsi di un allenatore qualificato per ogni
    categoria a partire dalla stagione 2020/2021. Le squadre Piccoli Amici e Primi Calci potranno essere allenate
    anche da preparatori atletici abilitati, da laureati in Scienze Motorie o da diplomati ISEF. Fin dalla prossima
    stagione, inoltre, ogni società che svolga attività in almeno una delle categorie di base dovrà tesserare un
    Responsabile Tecnico con la qualifica di allenatore abilitato dal Settore Tecnico.
  2. Categorie giovanili agonistiche: la conduzione tecnica di tutte le squadre dovrà essere affidata ad un
    allenatore abilitato dal Settore Tecnico. Per la categoria Giovanissimi Provinciali tale norma scatterà dal
    2019/20. Per il campionato giovanile di Lega Pro “Berretti” dalla stagione 2020/2021 ogni società dovrà
    tesserare un allenatore ‘UEFA A’. Fino a quella data la norma prevede in via transitoria la possibilità di tesserare un allenatore abilitato ‘UEFA B’.
  3. Categorie dilettanti: viene istituita la figura dell’Allenatore dei Dilettanti Regionali, che potrà allenare in tutti i campionati dall’Eccellenza alla Juniores Nazionale/Regionale/Provinciale. L’abilitazione si consegue
    frequentando Corsi centrali, regionali o provinciali. Nel campionato Juniores Provinciali l’obbligo di tesserare un allenatore qualificato (‘UEFA B’, ‘Dilettante’ o ‘dei Dilettanti Regionali’) scatterà dalla stagione 2020/21.
  4. Categorie Calcio femminile: vengono innalzati i requisiti minimi per poter allenare nei due principali
    campionati. In Serie A, dove prima bastava la qualifica ‘UEFA B’, dal prossimo anno si renderà necessaria
    l’abilitazione ‘UEFA A’. In serie B lo stesso obbligo entrerà in vigore dalla stagione 2020/2021. Sono stati
    inoltre definiti standard minimi anche per le squadre militanti nel nuovo campionato ‘Interregionale’, in Serie C e in Serie D, dove fino ad oggi non era previsto alcun vincolo: dal 2019/20 sarà obbligatorio avere in panchina un tecnico qualificato ‘UEFA B’/Allenatore Dilettante/Allenatore Dilettante Regionale.
  5. Allenatore dei portieri: per la Serie A, B e C, dalla stagione 2019/2020, interviene l’obbligo di tesserare
    per ogni squadra un allenatore dei portieri; per la Serie D dalla stagione 2020/2021 è stato inserito l’obbligo di
    tesserare un allenatore dei portieri qualificato, anche con il nuovo ruolo di ‘Allenatore di Portieri Dilettanti e di
    Settore Giovanile’ la cui abilitazione si consegue frequentando, con esito positivo, Corsi regionali o provinciali
    organizzati dal Settore Tecnico che ne stabilisce i programmi e l’attuazione. Ogni Società che svolga attività nel
    Settore Giovanile o di Base dovrà inoltre dotarsi di almeno un tecnico specifico dei portieri, abilitato con uno dei due titoli previsti.

Il Commissario Straordinario della FIGC, Roberto Fabbricini, ha così commentato la riforma del Regolamento del Settore Tecnico: “Il principio che ha ispirato questa riforma è quello di prendersi cura della formazione dei giovani e affidarla ad allenatori preparati e abilitati. Qualificazioni sempre più adeguate alla crescita – non solo tecnica – e allo sviluppo del calcio italiano”.

Fonte: Figc.it

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