Lara Pellicano, professione Make up artist

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Trentatre anni, barese, con all’attivo numerosi progetti e lavori artistici e nell’ambito del fashion e del cinema, appassionata di musica rock, jazz, fusion ed elettronica e una vita segnata da libri e film, primi fra tutti “I sotterranei” di Jack Kerouac e Arancia Meccanica di Kubrick, e dall’estro artistico di Salvador Dalì, è lei a raccontarci di lei e della sua professione di truccatrice. Come è nata la passione per il make up? “È nata da bambina e in un certo senso la devo a mio padre: fin da piccolissima mi ha educata all’amore per la musica e per il disegno. Insieme ascoltavamo i Queen e a 6 anni mi regalò il cofanetto in VHS con tutti i loro videoclip; un regalo che può sicuramente sembrare bizzarro per una bambina di quell’età, ma ancora oggi non riesco a non pensare che quello è stato uno dei più bei regali che abbia mai ricevuto ed è proprio in quel momento che in me si è accesa una scintilla: volevo diventare una make up artist! Guardando e riguardando centinaia di volte quelle immagini non desideravo altro che un giorno far parte del mondo dello spettacolo, anche se alle luci del palcoscenico ho sempre trovato più seducente ciò che avviene dietro le quinte, perchè è lì che nasce la magia”. diventare make up artist istituti professionali 2 jpg Cosa è per te il make up? “Non possiamo considerare il make up solo come un insieme di tecniche che servono per abbellire o a trasformare il volto di qualcuno. Il make up è, prima di di qualsiasi altra cosa, una forma di comunicazione che nasce e si sviluppa insieme all’uomo stesso. Ne troviamo infatti tracce antichissime risalenti all’età della Pietra, che ci insegnano come il trucco e la pittura sul corpo servissero a veicolare importanti messaggi per comunicare agli altri il proprio prestigio o lo stato sociale e ad affermare la propria presenza nel mondo. La concezione moderna del make up nasce invece intorno al 1920 con il fiorire dell’industria cinematografica, cosmetica e delle prime maison di moda e successivamente con l’avvento della televisione e della pubblicità. Certo la sua funzione rimane pressochè la stessa, e cioè rafforzare il messaggio che ciò che guardiamo vuole trasmetterci”. Quali sono le tue esperienze professionali più importanti? “Tra le tante esperienze professionali quelle che considero più significative sono sicuramente quella che mi ha visto lavorare sul set del cortometraggio Bella di papà del regista Enzo Piglionica, brillante commedia finalista ai Nastri d’ Argento 2014 e di Seaduction di Mimmo De Ceglia e Serena Porta, finalista al La Jolla Fashion Film Festival; poi ci sono le campagne pubblicitarie ed in particolare una recente collaborazione con un marchio italiano di biocosmesi apparsa su Glamour e su Vogue Italia. Un’altra esperienza che ritengo essere stata molto importante è quella come formatrice all’interno dell progetto “Dipendi da te – il teatro contro le dipendenze” seguendo per l’appunto la classe di trucco teatrale. Trovo che la formazione sia un campo meraviglioso. Trasmettere ad altri quello che ami è sicuramente una grande responsabilità ma ti arricchisce profondamente. Nel corso di questa esperienza, infatti, ho potuto osservare la passione degli allievi, che è cresciuta ad ogni lezione insieme con i piccoli miglioramenti quotidiani. Al termine di questo progetto molte allieve mi hanno ringraziato e mi hanno confessato di voler intraprendere gli studi per diventare make up artist”. istituti professionali diventare make up artist 1 jpg   Come hai cominciato a lavorare in questo settore? Ho cominciato seguendo dei corsi di formazione di base e man mano mi sono specializzata nel trucco fotografico e scenico, nella body art e nel creative make up anche attraverso il self learning. Proprio in questo periodo sto approfondendo le tecniche di disegno tridimensionale applicate alla body art grazie al testo professionale Realism for face and body painters”. Un progetto a cui sei affezionata? “Uno dei progetti a cui sono più affezionata è From Canvas To Skin, progetto condiviso con il fotografo Giovanni Albore, che si compone di 14 scatti in cui rivisitiamo attraverso la body art e la fotografia alcune delle più importanti opere surrealiste e cubiste del Novecento. Il progetto è nato quasi per gioco, per sperimentare e superare i propri limiti e ad oggi vanta numerose pubblicazioni all’estero”. A quale progetto stai lavorando? “Attualmente sto lavorando ad un nuovo progetto fotografico che sarà firmato da Enzo Piglionica. Insieme cercheremo di esplorare e dare forma ad alcune tematiche riguardanti la psicologia umana troppo spesso considerate ancora come un tabù sociale. In questo progetto interpreterò attraverso il trucco alcune delle più importanti e diffuse patologie psicotiche”. Quanto sono importanti per te la formazione e lo studio? “La formazione e lo studio, teorico e pratico, sono fondamentali: solo la padronanza della tecnica può permetterti di andare oltre e creare qualcosa di nuovo”. 2 diventare make up artist istituti professionali jpg Quanti anni sono necessari per imparare la professione di make up artist? “Faccio questo lavoro da una decina di anni, ma personalmente credo di aver cominciato a definirmi una make up artist solo recentemente e, nonostante questa acquisita consapevolezza, lo studio rappresenta un elemento pregnante della mia vita; le tecniche si evolvono di anno in anno, di pari passo con le nuove proposte cosmetiche e le esigenze che presentano il cinema e la fotografia. La professione del make up artist, come altre professioni a cui è direttamente collegata, oggi risente molto della presenza sempre più massiccia dei social e in generale di internet nella nostra vita, creando spesso delle finte professionalità, ma non basta una pagina, qualche tutorial o un make up particolarmente riuscito per definirsi truccatori, ci vogliono impegno costante, dedizione e sacrificio”.   Un artista a cui ti ispiri o che ti piace particolarmente? “Nel mondo del make up la professionista a cui guardo con più ammirazione è Einat Dan, make up artist di fama mondiale che conserva sempre un tocco originale e innovativo nelle sue opere ma l’ispirazione non può venire solo dall’osservare il lavoro di altri, perchè si rischia di diventare emulatori sterili e di omologare il proprio lavoro; l’ispirazione può venire da qualsiasi cosa, non necessariamente collegata al make up: può venire dalla letteratura, dalla pittura, dalla storia, dalla musica, dalla fotografia o – perchè no – dalle persone che amiamo”. Che consigli daresti a chi vuole intraprendere questo percorso professionale? “Sicuramente quello di studiare e affidarsi a professionisti seri per la propria formazione e non smettere mai di avere voglia di imparare e di mettersi in gioco”.   Per chi vuole seguire i progetti e i lavori di Lara Pellicano, basta visitare la sua pagina Facebook Lara Pellicano Make up & Body arte chi vuole, come lei, lavorare in questo settore, ecco il corso di formazione per make up artist di Istituti Professionali.

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