Bianca Trusiani, ambasciatrice del ‘Destination Wedding’

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Per questo motivo decide di intraprendere la strada del turismo prima come agente di viaggi specializzata nel tailor-made, poi come direttore tecnico di agenzia e manager di tour operator. Nel corso degli anni si specializza nella formazione per Master di 1° e 2° livello in ambito turistico e nelle consulenze ad enti pubblici per piani di sviluppo territoriale occupandosi, inoltre, di euro progettazione. Il percorso nel mondo del Destination Wedding inizia ufficialmente il 14 febbraio 2012, quando diventa titolare del marchio Wedding and Travel®, brand e tour operator nato proprio dall’idea di legare il mondo del wedding a quello del travel creando, così, una filiera di agenzie di viaggi e wedding planners sia italiani sia stranieri. Successivamente, sotto al marchio Italy Destination Wedding®, crea, in sinergia con gli operatori del wedding e del travel su gran parte del territorio nazionale, una serie di pacchetti che risultano appetibili per i grandi distributori internazionali. Al fine di commercializzare al meglio i prodotti di wedding incoming nasce Wedding Made In Italy®, marchio ideato per partecipare, agenzie di wedding planners ed agenzie turistiche, a fiere straniere ed italiane sotto ad un unico brand. istituti professionali destination wedding 2 jpg Ad oggi il progetto ambizioso di Bianca Trusiani sta riscuotendo sempre più successo. Nel corso degli ultimi anni molti sono stati i professionisti e gli imprenditori del mondo wedding che hanno aderito all’idea di Wedding and Travel®. Dal 2012 ha partecipato a diverse Convention Internazionali dedicate al Destination Wedding. A maggio 2016 numerosi sono stati i partecipanti al primo SpeedUp sul Destination Wedding tenutosi a Roma presso il Boscolo Exedra, evento durante il quale Bianca Trusiani ha spiegato alla platea composta da operatori sia wedding sia travel l’esigenza di unire le varie professionalità al fine di creare un’offerta composta ed appetibile per i mercati di tutto il mondo. A giugno 2016 Bianca ha ricevuto l’incarico di coordinare il comitato tecnico del Buy Wedding in Italy®, evento completamente B2B dedicato al Destination Wedding che si terrà presso Bologna Fiere dal 14 al 16 ottobre, evento nel quale interverrà anche come relatore esperto in ambito Destination Wedding durante la conferenza. L’1 e 2 ottobre prossimi sarà impegnata, come coordinatore del comitato tecnico e come relatore, nel congresso istituzionale “Come Dirsi Si” organizzato dal CNA di Benevento, evento che si terrà presso l’Università del Sannio, creato per sensibilizzare le imprese del territorio sulle opportunità concrete di business del mercato del Destination Wedding. Il progetto, quindi, sta portando ad interloquire direttamente con i territori italiani attraverso le varie istituzioni al fine di informare, in prima battuta, e formare successivamente gli imprenditori locali rendendo adatte le loro attività per il mercato internazionale ed interno del Destination Wedding, mettendo a sistema i loro servizi in modo da attirare una clientela vasta proveniente da tutto il mondo attraverso la filiera corta e lunga del turismo. destination wedding istituti professionali 3 jpg Ho incontrato Bianca Trusiani per rivolgerle alcune domande chiave in merito al suo progetto ed alla sua idea di Destination Wedding.

Partiamo da una domanda tanto semplice quanto complessa: che cosa è il Destination Wedding?

“Da un punto di vista tecnico per Destination Wedding si intende l’organizzazione delle nozze in un luogo sufficientemente lontano dalla dimora abituale dei futuri sposi. Secondo le definizioni nordamericane del settore si intenderebbe un luogo che dista 200 miglia o più da casa della futura sposa. Più in generale, il Destination Wedding è un settore del mercato del turismo che sta conoscendo una sempre più rapida crescita”.

Come nasce il progetto sul Destination Wedding e con quali finalità?

“Qualche anno fa ho registrato i marchi Wedding and Travel®, Italy Destination Wedding® e Wedding Made in Italy®. Guardando indietro mi rendo conto di aver avuto un’ottima intuizione ma, all’epoca, non possedevo quello sguardo d’insieme che ho acquisito oggi. Tutto è nato dall’esigenza di creare un prodotto appetibile e, soprattutto, comprensibile, per i mercati internazionali. Da lì è nata la collaborazione tra operatori del turismo e del wedding. Solo anni dopo, anni trascorsi sempre a lavorare in questo ambito, ho compreso che il lavoro deve necessariamente iniziare dai territori, dagli imprenditori locali e dalle loro tradizioni”.

In che modo il Destination Wedding può essere considerato la nuova frontiera del marketing territoriale?

“Prendiamo, ad esempio, l’isola di Ischia. Tra gli anni ’50 e ’60 ha conosciuto un picco di flussi turistici di livello. Con il passare degli anni è stata, invece, identificata sempre più come meta con brand low cost sia per i soggiorni termali sia per quelli balneari. Il Destination Wedding può accendere una luce su questa destinazione mettendo a sistema i protagonisti del turismo quali l’enogastronomico, termale, residenziale, balneare e wedding, portando così alla destagionalizzazione dell’isola. Le isole Baleari e della Grecia già da tempo lavorano in questo segmento riuscendo ad ottenere importanti risultati durante tutto l’anno riempiendo i vuoti della bassa stagione”.

Dove hai portato il brand del Destination Wedding e qual è stata la reazione del territorio?

“Ad oggi molti territori in tutta Italia iniziano ad essere realmente interessati al Destination Wedding e ci chiedono supporto proprio perché vogliono, giustamente, soluzioni reali e che portino risultati concreti”.

In che modo il Destination Wedding supporta l’economia del Paese?

“Il Destination Wedding è, di fatto, incoming. Questo settore generico del turismo è, da sempre, una forte leva per l’economia interna. I flussi turistici rappresentati dalla clientela del Destination Wedding porterebbero guadagni importanti non solo per gli operatori del settore wedding e del settore travel ma anche per molte altre attività locali, dalla lavanderia e stireria alla bottega artigianale”.

Quali sono le realtà che sono emerse grazie all’attività del Destination Wedding?

“Questo è, certamente, uno degli aspetti più interessanti di questo settore. Alcune realtà imprenditoriali più piccole sono state rese protagoniste anche reinterpretando, in chiave moderna, la tradizione. Potrei citare, come esempio, quello che è stato fatto durante un evento sul tema Destination Wedding svoltosi a Scanno, in Abruzzo, a gennaio di questo anno. In quella occasione sono stati messi i riflettori anche su attività non tipicamente legate al wedding come dei produttori locali di formaggi, questo per dimostrare che le coppie di futuri sposi provenienti da tutto il mondo vengono attirate dalle tradizioni più autentiche che compongono la vera ricchezza, in termini di incoming wedding, anche dei territori più piccoli o non propriamente valorizzati da un turismo già presente”.

A cosa pensi quando si pronuncia la parola wedding?

“Questa è una domanda estremamente interessante ed è uno dei nodi intorno al quale, spesso, si creano problemi nello sviluppo del settore del Destination Wedding in Italia. Molti operatori del settore, spesso, si concentrano prettamente sul lato emotivo che questo tipo di eventi può, giustamente, suscitare. Quando penso alla parola wedding di solito la associo ad un concetto: opportunità interessanti di business. Così come è doveroso preservare la dimensione emozionale ed artistica da parte dei professionisti del settore, altrettanto doveroso è non dimenticarsi mai di concentrarsi anche sugli aspetti più interessanti da un punto di vista economico e di sviluppo aziendale”.

Quali sono le qualità e come si diventa un’ambasciatrice del Destination Wedding?

“Mi sono guadagnata questo appellativo solamente lavorando, costantemente, fianco a fianco degli imprenditori, dei professionisti del wedding e del turismo di molti territori italiani. La mia missione è sempre stata sensibilizzare i territori, le istituzioni, gli enti locali ed ovviamente tutti gli operatori di entrambi i settori sulle interessanti opportunità che il settore turistico del Destination Wedding può offrire e della necessità reale di costruire un’offerta strutturata per poter “sfondare” nei mercati internazionali. Per questo motivo, da anni, vengo chiamata a partecipare a conferenze, meeting, eventi e congressi dedicati a questo settore. Per rispondere all’ultima domanda direi duro lavoro, visione d’insieme, capacità di tenere insieme aspetti e protagonisti anche molto diversi tra loro e molta, moltissima esperienza sul campo”. Non solo, quindi, un’operazione di mera economia e freddo business ma, soprattutto, una visione che Bianca Trusiani ha fin dall’inizio di questo percorso e che oggi è raccontata anche nel suo Wedding and Travel Blog. Trasformare l’Italia stessa nella destinazione perfetta per chi sceglie un matrimonio lontano da casa, una destinazione che offra garanzie di eccellenza e di efficienza a tutte le future coppie di sposi, che parli un linguaggio comprensibile e che sia preparata per le esigenze di tutte le culture e le etnie del mondo, tutto questo nella cornice del Paese romantico per eccellenza. Vuoi approfondire le tematiche sul wedding? Scopri il corso per wedding planner di Istituti Professionali.

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