Cos’è il TFR e come si determina

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Alla fine del rapporto di lavoro, salvo che il dipendente non lo abbia destinato tutto alla previdenza complementare, il datore di lavoro deve corrispondergli il trattamento di fine rapporto, cioè un trattamento economico che si forma con accantonamenti annuali, in misura pari alla retribuzione annua divisa per il coefficiente fisso. Conoscere il meccanismi di calcolo del trattamento di fine rapporto è una delle competenze di base per un addetto paghe, contabilità e contributi. Gli importi accantonati annualmente vengono rivalutati in base all’aumento del costo della vita. In presenza di particolari situazioni il lavoratore ha diritto a percepire anticipi di tali somme. La quota annua si ottiene dividendo la retribuzione dovuta dal primo gennaio al 31 dicembre per il coefficiente fisso 13.5. Nel caso di prestazione svoltasi per un periodo inferiore all’anno solare si divide per 13.5 la retribuzione che sarebbe maturata nell’intero mese, nel caso di prestazione lavorativa pari o superiore a 15 giorni e la sola retribuzione dovuta nel minor periodo, nel caso di prestazione lavorativa inferiore a 15 giorni. Per i lavoratori iscritti al Fondo Pensioni Lavoratori Dipendenti dall’importo così determinato deve essere detratto lo 0,50% calcolato sull’imponibile previdenziale. Tale percentuale va ridotta proporzionalmente nel caso di riduzioni contribuzioni eventualmente spettanti. Per quanto concerne la rivalutazione, al 31 dicembre di ogni anno, o nel diverso mese in cui cessa il rapporto, il trattamento economico costituente il TFR complessivo, esclusa la quota relativa all’ano in corso va rivalutata con l’applicazione di un tasso composto dal 75% dell’indice ISTAT, e dall’1,5% da riproporzionare in caso di frazione di anno secondo la formula 1,5 : 12 x n. mesi. La rivalutazione così determinata va diminuita dell’imposta sostitutiva dell’11%. Al trattamento così rivalutato va sommata la quota dell’anno in corso ed il tutto sarà rivalutato al 31 dicembre dell’anno successivo. Il lavoratore ha diritto di ottenere un’anticipazione pari al 70% del TFR maturato, in presenza dei seguenti requisiti e condizioni:

  • deve avere almeno 8 anni di servizio presso lo stesso datore di lavoro
  • la richiesta può essere soddisfatta una sola volta nel corso per rapporto
  • le richieste devono essere giustificate dalla necessità di sostenere spese sanitarie per terapie straordinarie riconosciute dalle strutture e medici di suo gradimento; e acquistare la prima casa di abitazione per sé o per i propri figli, da documentare successivamente con atto notarile.

Accordi collettivi o fatti individuali possono stabilire condizioni di miglior favore rispetto a quelle previste dalla legge, sia per quanto riguarda l’anzianità richiesta, le motivazioni, l’ammontare, ecc. Possono anche stabilire le priorità. L’azienda è tenuta a soddisfare annualmente le richieste nel limite del 10% degli aventi diritto; comunque entro il 4% del numero complessivo dei dipendenti. Sono pertanto escluse dall’obbligo le imprese con meno di 25 dipendenti. Le aziende in crisi sono esonerate dall’obbligo dell’anticipazione del TFR. Il coniuge divorziato che non è passato a nuove nozze e che è titolare dell’assegno alimentare ha diritto ad una percentuale del TFR maturato dall’altro coniuge negli anni in cui il rapporto di lavoro è coinciso con il matrimonio. In caso di morte del lavoratore l’indennità di mancato preavviso ed il TFR vanno corrisposti dal datore di lavoro al coniuge ed ai figli del lavoratore, nonché ai parenti entro il 3° grado ed agli affini entri il 2° grado se i parenti legittimi vivevano a carico del lavoratore deceduto. Se mancano le persone sopra indicate si applica la successione testamentaria o la successione legittima. Gli enti previdenziali (INPS, INPGI, ecc.) provvedono a corrispondere al lavoratore il TFR maturato in caso di insolvenza del datore di lavoro. Il calcolo del TFR e delle indennità, è solo uno degli elementi che hanno un rilevante peso nella gestione quotidiana del personale dell’azienda, imponendo la presenza di personale qualificato e competente in ambito tecnico-specialistico.

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