Fabio Fornelli: ecco come si diventa tecnico del suono

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Richiestissimo per diverse tipologie di spettacoli, ha messo su una propria azienda, la Power Sound, che fornisce servizi e tecnologie per il mondo dello spettacolo. Un’attività nata quasi per gioco e da una profonda passione per la musica, per lui che da ragazzo suonava la chitarra e cantava in un gruppo rock. istituti professionali come si diventa tecnico del suono 2 jpg “Ho iniziato “per gioco” alla fine degli anni novanta. Allora cantavo in una rock band (gli z.e.d.) e mio fratello faceva pianobar con due cassettine della Lem e un piccolo Fostex multitraccia da 4 canali, che riuscivo ad usare per attaccarci la tastiera e la voce nei live. Iniziai anche ad propormi per aiutare altri amici in altre band: in quel tempo non esistevano le “cineserie” come oggi, tutto era molto costoso, per noi rockettari, poi, era anche peggio. Nel 2000 inizia lo svolta: messo su un gruzzoletto di soldini, mi proposi di organizzare delle manifestazioni musicali per la mia città e per un “personaggio” locale che organizzava dei live fighi nella sua villa di campagna. Fu allora che decisi di investire tutti i risparmi che ero riuscito a racimolare: con 1.500.000 lire comprai un mixer phonic 8 canali e due casse Celestion con 4 shure c606 (che ho ancora!). Vi posso garantire che all’epoca era giá tanto e poi con la mia band ero fortemente convinto che dovevamo avere tutti i mezzi per essere autonomi nella produzione dei live. Convinzione che ho ancora oggi: l’autonomia”. Un’esperienza maturata sul campo, quella di Fabio, che ha alle spalle anche un importante periodo di formazione. “Ho frequentato l’istituto tecnico industriale con indirizzo in elettronica e telecomunicazioni – racconta – e successivamente ho studiato tecnologie per lo spettacolo presso la prestigiosa l’Accademia del Teatro alla Scala di Milano diplomandomi col massimo dei voti. Mi sono poi laureato in operatore multiculturale e poi in programmazione e gestione dei servizi socio educativi, perchè la componente umanistica e sociale è molto presente in me e credo che un tecnico del suono debba sapersi ben rapportare con il committente con una buona dose di pazienza e comprensione” – precisa sorridendo. Oggi Fabio è il fornitore di uno dei festival blues piú importanti d’italia, il Bitonto Blues festival, ed è il responsabile tecnico e il light designer di una compagnia francese del coreografo Ezio Schiavulli. Inoltre, è secondo elettricista del terzo teatro lirico piû grande d’italia, il Petruzzelli di Bari, e viene dalla recente esperienza come fonico e responsabile tecnico di Piero Pelù nel Summer Tour 2014 “Identikit di un ribelle”. istituti professionali come si diventa tecnico del suono 3 jpgPiero Pelù è il mio idolo musicale da quando avevo 12 anni – dice entusiasta – lavorare con lui è stato un sogno che si realizzava”. Quali sono le caratteristiche che un tecnico del suono deve possedere? “Credo la voglia di imparare, di approfondire, di specializzarsi, di aggiornarsi. In questo campo tutto mi entusiasma e divoro suggerimenti, libri; a volte faccio centinaia di chilometri per vedere e seguire amici lavorare in situazioni assurde, ma che rappresentano “la formazione sul campo”, quella parte fondamentale che segue alla teoria di corsi, video e libri, che comunque divoro”. Credo sia inoltre fondamentale il saperci fare, il saper proporre, l’empatia con il committente e con gli artisti, con il progetto. Personalmente dialogo molto con gli artisti sul palco, studio gli spettacoli, per cercare di ottenere sempre risultati eccellenti. Tutto insomma deve essere sempre perfetto. Il tutto deve essere preceduto da una buona conoscenza del materiale che si sta usando. L’audio, come le luci, non sono fantasia. Le tecnologie per uno spettacolo richiedono approfondite conoscenze di fisica e di informatica, oltre che delle nuove tecnologie, nonché una buona dose di problem solving, in ogni occasione!”. Cosa ti ha insegnato questa professione? “Questa professione mi ha dato tanto: è la mia vita. E poi mi permette di stare sempre tra la gente, nuova, genuina, interessante, artisti e professionisti provenienti da ogni parte del mondo. Quando sono in tournée che durano mesi, i miei colleghi sono la mia seconda famiglia. Si condividono emozioni, spesso ci si becca, ma alla fine si è insieme per un’altra tappa. Quando si apre il sipario, si accendono le luci, tutto deve essere perfetto, impeccabile. Il ruolo principale è quello del crew chief e il suo essere aggregante”. Un progetto per cui vorresti lavorare? “In realtà sto per realizzare un grande sogno. Non posso ancora parlarne, ma posso dire solo che tra qualche giorno mi trasferirò a Londra per iniziare una collaborazione con una multinazionale dello spettacolo”. Quali sono le principali difficoltà nello svolgere la professione di tecnico del suono e quali le soddisfazioni? “Partiamo dalle soddisfazioni: vedere il pubblico divertirsi, ricevere attestazioni di stima da artisti e organizzatori, guardare immense opere realizzate, viaggiare e scoprire luoghi nuovi… Sono queste le soddisfazioni, assieme a quelle anche economiche ovviamente. Le difficoltà ci sono: innanzitutto, se non stai attento con gli investimenti, preso dalla foga ‘dell’ultimo modello’, corri il rischio di ritrovarti spennato e con un conto in rosso. E poi ci sono le difficoltà nello stare spesso lontano da casa e dagli affetti. Insomma anche per questa professione bisogna mettere in conto i sacrifici”. istituti professionali come si diventa tecnico del suono 3 jpg I consigli che daresti a chi vuole intraprendere questa strada? “Studiare, aggiornarsi, non pensare mai di essere arrivati e credere di detenere il sapere assoluto. Lasciare stare il detto ‘coi miei soldi compro ciò che voglio, perchè se c’è una cosa che non puoi comprare è l’impegno e la volontà che devi metterci nell’imparare le cose. Io personalmente leggo molto, ricerco, frequento corsi. Credo che oggi la formazione sia la vera differenza. Non solo il sapere, ma anche il saper essere e saper fare, il saper spiegare quello che si fa è fondamentale. E si sa spiegare solo sei si ha la padronanza, che si acquisisce con lo studio”. Un saluto e un augurio per chi sta per seguire il corso per diventare tecnico dell’editing audio di Istituti Professionali? “Keep on rock!”.   Photo credits: Gaetano Loporto Ph.

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