Come diventare sound designer: i software irrinunciabili

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come diventare tecnico del suono Nessun programma potrà mai sostituire il nostro orecchio, la nostra cultura musicale e la nostra inventiva, ma bisogna ammettere che oggi la rivoluzione digitale applicata al sound design ha reso le cose parecchio più semplici, anche se non certo immediate.

Quali software deve imparare ad utilizzare un aspirante tecnico del suono?

I tre software che vi consigliamo di imparare ad usare sono gli stessi che i nostri docenti insegnano a padroneggiare nel nostro corso. Potete scaricare i manuali, cominciare a prendere dimestichezza con il loro uso e magari iniziare ad elaborare qualche vostro progetto. Quando ci chiedono come diventare sound designer noi rispondiamo dicendo che si diventa veri professionisti apprezzati dal mercato solo dopo aver creato decine di colonne sonore (se sei curioso, puoi anche vedere quali sono le 5 migliori colonne sonore dei film di tutti i tempi); quindi, come dicevano i nostri nonni, chi ben comincia è sicuramente a metà dell’opera.  

Avid Pro Tools

All’inizio fu Soundedit di Macromedia, poi venne Sound designer, software della neonata casa californiana Digidesign, e poi finalmente arrivò lui, Pro Tools, il primo vero sistema DAW (digital audio workstation) e niente fu più lo stesso. Creato sempre dalla Digidesign nel 1991 questo software ha completamente rivoluzionato il settore della produzione audio digitale fin dal suo esordio. Nel 1995 Digidesign viene acquisita da Avid Technology che ne fa il fondamento della sua divisione Audio. Il successo tra il grande pubblico e tra gli addetti ai lavori è tale che nel 2001 Pro Tools vince addirittura un Grammy per il ruolo avuto nel ridisegnare completamente il modo di fare musica. Oggi Pro Tools è alla sua dodicesima versione, ed è di gran lunga il software più usato al mondo dai sound designer che lavorano per la televisione, il cinema, l’industria discografica e quella dei videogame. Inizialmente progettato per MacOS, nel tempo si è evoluto diventando un software multipiattaforma estremamente versatile sia dal lato input che output, basti pensare che la versione HD può gestire fino 64 canali e 256 tracce audio. Accompagnato a una ricca library di suoni, come ad esempio quella della BBC, questo software è in grado di risolvere da solo il 99% dei problemi di un professionista. Manuale d’uso in italiano  

Ableton Live

La prima release, scritta in C++, risale al 2001. Da allora di acqua sotto i ponti ne è passata parecchia e Ableton Live è diventato un vero e proprio totem per tutti gli appassionati di produzione musicale, semplici appassionati e professionisti del settore. Live infatti è stato il primo sequencer a rompere il muro dello studio di registrazione ed irrompere nel mondo della musica suonata dal vivo, diventando in breve tempo uno strumento fondamentale per ogni DJ e produttore di musica elettronica. Le feature più apprezzate di questo DAW sono l’interfaccia utente strutturata con due finestre, Arrangement e Session view, che rendono molto semplice verificare immediatamente il lavoro svolto; e la funzione auto-warp che facilita enormemente il beat-matching rendendo il mixaggio un’attività alla portata di un bambino di 7 anni. Sono proprio queste le qualità che rendono Ableton Live uno strumento così poliedrico, non a caso il preferito da DJ come Daft Punk, Skrillex, Deadmau5, Armin van Buuren, Paul Kalkbrenner, Liam Howlett dei Prodigy, per citare solo quelli conosciuti dal grande pubblico. Manuale d’uso in italiano  

Steinberg Cubase

Un grande classico intramontabile, la prima versione era addirittura nativa per il computer Atari. Cubase è essenzialmente un sequencer da studio, versatile e ovviamente molto collaudato. Dal punto di vista di un sound designer questo software ha molti punti di forza: – i cosiddetti plug in, ovvero strumenti musicali virtuali con i quali poter registrare o elaborare una traccia audio o MIDI – l’importazione di molti formati audio diversi – le possibilità di editing avanzato – l’aggiunta di effetti base alla traccia – il raggruppamento delle tracce in gruppi e sottogruppi – la possibilità di esportare in praticamente tutti i formati esistenti – la possibilità di acquisire tracce video da sincronizzare con l’audio Manuale d’uso in italiano   Fonti: Musicadigitale.net Wikipedia.org/Pro_Tools Wikipedia.org/Cubase

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