Boban sul VAR: “Non disturba e non influisce il tempo di gioco”.

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È stato spesso oggetto di varie discussioni. L’introduzione del VAR (appronfondisci l’argomento) divide tifosi ed esperti del settore, tra chi è a favore di questa novità e chi invece rimpiange il calcio antico. Eppure, molti di loro, erano i primi che si lamentavano degli errori arbitrali che condizionavano partite e campionati. In Italia non è ancora chiaro a tutti, probabilmente, che questa nuova tecnologia è al primo anno, è in fase di sperimentazione e non può che migliorare. Il presidente della FIFA Gianni Infantino ha già annunciato che il VAR sarà utilizzato anche ai Mondiali in Russia (leggi qui).

In una lunga intervista a “La Gazzetta dello Sport“, Zvonimir Boban, ex giocatore del Milan e attuale vicesegretario generale della FIFA per lo sviluppo del calcio e l’organizzazione di competizioni, ha chiarito alcuni punti e annunciato alcune novità future sul VAR.
Il VAR, oltre a preservare arbitri e un giusto risultato, offre un messaggio di trasparenza e chiarezza, togliendo ogni retropensiero malizioso” ha affermato dichiarandosi chiaramente favorevole all’utilizzo della tecnologia.

A chi contesta le troppe interruzioni e il tempo perso per il suo utilizo, Boban risponde così: “Il calcio non è un gioco fluido: l’introduzione del VAR non disturba e non influisce. Il tempo giocato nell’ultimo Mondiale era 57,5 minuti. Si perdono gli altri 33′ in tanti modi: 9′ per le punizioni, 7′ per i falli laterali, quasi 6′ per rinvii del portiere, più di 4′ sugli angoli. E il VAR è usata col gioco già fermo. In media la review si usa una volta ogni 3 gare: il VAR prende circa l’1 % del tempo a match. Comunque, la tecnologia non sarà mai perfetta: ci sono di mezzo degli uomini con le loro decisioni e interpretazioni, aiutati da un mezzo straordinario“.

Nel prossimo futuro ci saranno altre novità per migliorare questo sistema: “Le immagini fondamentali passeranno mentre il gioco scorre. Cercheremo di migliorare ancora per informare tutti in nome della trasparenza. Avremo pure la scritta che spiegherà perché si è presa quella decisione“.

Ai nostalgici del calcio antico, risponde cosi: “Capisco le reazioni romantiche di giocatori e allenatori legati alla tradizione. Gli chiederei di essere un po’ più aperti, di pensare meglio, di elaborare e informarsi di più. Il presidente Infantino ha svelato di essere stato scettico all’inizio, ma diede lo stesso pieno sostegno al progetto. Poi ha seguito passo dopo passo l’evoluzione e i risultati concreti dei test gli hanno fatto cambiare opinione. Questo è il giusto approccio“.

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