Scandalo Football leaks: inchiesta sul lato oscuro del calcio internazionale

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Nel marzo del 2016 una fonte anonima offre al prestigioso settimanale tedesco Der Spiegel otto hard disk con dentro quasi 2 terabyte di file. In quei documenti ci sono milioni di pagine di informazioni riservate che raccontano una storia che nessuno immaginava, non a quel livello almeno. Dietro la facciata del calcio che si vede in Tv e si legge sui giornali c’è un altro calcio, fatto di pagamenti in nero, società con sedi nei paradisi fiscali, transazioni illegali e agenti segreti. E tanti tanti tanti soldi.

È il cosiddetto Football Leaks, ovvero l’inchiesta giornalistica che un gruppo di testate raccolte nel consorzio europeo per il giornalismo investigativo (Eic) sta portando avanti, mettendo in comune le proprie risorse per scandagliare quella immensa mole di dati. Il quadro che ne esce è alquanto ingarbugliato, una fitta rete di società di investimento, di gestione dei diritti, di scatole cinesi, di prestanome e paradisi fiscali. Tutto ruota intorno alla proprietà del cartellino di alcuni giocatori, che non sono più persone ma aziende, titoli azionari, assett economici, strumenti finanziari. E moltissime persone ci lucrano sopra.

Per spiegarci meglio facciamo due esempi di quello che finora è emerso.

1 – Gonzalo Higuain

È stato il colpaccio di questa stagione, passato dal Napoli alla Juve per 90 milioni di euro più uno stipendio annuo di 7,5 milioni, il più alto della Serie A. Vediamo un po’ la sua storia da quando è arrivato in Europa.
Il viaggio del giovane Higuain – giocatore promettente, ma non ancora una star planetaria – verso il Real Madrid segue un percorso originale. Da essere un attaccante del River Plate, il Pipita si ritrova a Locarno, squadra svizzera di Serie B, che lo paga ben 6 milioni di dollari. Ma i soldi però non sono del Locarno, che se dovesse sborsare una cifra del genere poi dovrebbe ipotecare anche gli spogliatoi. I fondi per l’acquisto della futura stella arrivano infatti da una società argentina chiamata HAZ. In un paio di settimane Higuain viene rivenduto dal Locarno al Real Madrid per 18 milioni di dollari. Il profitto dell’operazione, cioè 12 milioni di dollari, va per il 50 per cento alla HAZ, che è molto legata da un punto di vista finanziario al River Plate.
Il risultato di questa triangolazione è che il profitto viene fatto in Svizzera, quindi le tasse sulle plusvalenze si pagano nel paese elvetico. Non a caso questa vicenda nel 2013 finisce al centro di un’inchiesta giudiziaria in Argentina sull’evasione fiscale nel mondo del calcio. Indagine che nel frattempo non ha portato a nulla, visto anche che uno dei tre soci della HAZ, Gustavo Arribas, è diventato soltanto direttore dei servizi segreti argentini.

2 – Mateo Kovacic

Il centrocampista croato nonostante la sua giovane età (22 anni) ha già dimostrato un talento fenomenale, non nei passaggi smarcanti, ma nelle transazioni finanziarie. A 19 anni passa dalla Dinamo Zagabria all’Inter, allora con presidente Moratti, per una cifra ufficiale di 11 milioni di euro. Purtroppo il croato con addosso la maglia nerazzurra in campo non fa certo faville, per cui viene acquistato dal Real Madrid, che lo paga ben 29 milioni di euro. Se dovessimo spiegare questa trattativa con il solo valore tecnico o atletico del croato dovremmo parlare di miracolo a San Siro, ma guardando la cosa dal punto di vista finanziario la faccenda diventa già più comprensibile.
Grazie a Football leaks oggi possiamo fare luce su questo mistero. Quando è stato venduto all’Inter metà del cartellino di Kovacic era di proprietà di un fondo d’investimento di Hong Kong, la Profoot International Limited. A marzo del 2015, quando i contratti Tpo erano già stati proibiti dalla Fifa, la proprietà di Kovacic passa ancora di mano. Il 50 per cento del suo cartellino viene trasferito per un euro dal fondo di Hong Kong a un altro fondo, con nome molto simile, Profoot International Ltd, registrato stavolta in UK. Le azioni del fondo sono di una società fiduciaria, la Atc Nominees Limited. Di nessuna di queste società è possibile conoscere i nomi dei reali proprietari.

Da questo ginepraio di proprietà e società simili ma diverse emerge chiaramente che i forti interessi economici che muovono il calcio sono ancora più grossi di quanto si pensasse, e che buona parte dei soldi che girano vorticosamente in questo mondo lo fanno senza lasciare tracce. Si tratta solo di evasione fiscale? Oppure si nasconde altro? Come vengono investiti i guadagni fatti in nero? Le mafie sono estranee a questo grandissimo casinò planetario?
Lo sapremo non appena i quasi 2 terabyte di file saranno stati scandagliati e decodificati dall’inchiesta Football leaks. Certo che lo sport del calcio appare sempre più lontano da quel campo verde in cui 22 ragazzi cercano di spingere una palla nella porta avversaria.

Fonti: Espresso.repubblica.it

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