Addetto ufficio stampa: le 3 FAQ fondamentali

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Bei tempi quando uno faceva l’operaio, o il ragioniere, oppure il geometra e tutti sapevano cosa significava, nessuno ti guardava con l’aria dubbiosa chiedendosi se tante volte non eri solo un perdigiorno millantatore. Oggi che ci sono quasi solo job title in inglese capire cosa fa esattamente una persona di lavoro è diventato abbastanza complicato. Vediamo quindi di fare chiarezza su una professione ormai diffusissima, ma ancora misteriosa ai più.

1 – Ma cosa diamine fa un addetto ufficio stampa?

È il tramite tra un’azienda (o un’istituzione, tipo l’amministrazione comunale di Forlimpopoli) e il mondo variegato dei giornalisti stampa, Tv, radio, e oggi anche i blogger influenti, i siti autorevoli di news e intrattenimento.
Fornisce ai giornalisti i materiali scritti e multimediali necessari per scrivere un articolo o per realizzare un servizio in cui si parla dell’azienda (o dell’istituzione) per cui lavora l’addetto stampa (questo è il famoso “comunicato stampa” che deve essere redatto seguendo alcune regole).
Controlla ogni giorno che sull’intero panorama dei mass media e dei social media qualcuno non stia parlando male dell’azienda (o dell’istituzione) in questione.
Ovviamente è un lavoro che attiene alla comunicazione, l’addetto ufficio stampa deve quindi seguire le impostazioni strategiche decise dalla direzione generale e dall’ufficio marketing.

2 – Ma bisogna essere giornalisti? Cioè essere iscritti all’albo eccetera eccetera?

No, non bisogna essere giornalisti, però avere delle entrature (conoscenze o canali di accesso) ai giornalisti aiuta parecchio. Considerate che ogni addetto ufficio stampa ha come concorrenti tutti gli altri addetti stampa di tutte le altre aziende (o istituzioni) che si contendono l’attenzione del giornalista e lo spazio sul giornale o nel Tg, che è ovviamente limitato.
Il padre di tutti gli addetti uffici stampa, Edward Bernays, diceva che già negli Anni 20 il 60% della prima pagina di un importante e prestigioso giornale USA era riempito di contenuti forniti dagli uffici stampa.

3 – Ma c’è lavoro? Non è che poi rimango a spasso?

Posti come addetti ufficio stampa ce ne sono tantissimi, basta contare tutte le aziende medio-grandi esistenti e tutte le istituzioni pubbliche o semi-pubbliche sparse sulla nostra lunga penisola. Certo, come tutti i lavori nel settore comunicazione le qualità personali sono il valore aggiunto che determina il successo di un professionista. Intelligenza, cultura, capacità creative, capacità di buona scrittura, capacità relazionali (tanto interne all’azienda quanto esterne verso il mondo dei giornalisti)… sono queste le qualità principali richieste a un buon addetto ufficio stampa. Un corso di formazione di alto livello, unito a una talento naturale verso la scrittura e a una curiosità verso il funzionamento del mondo dei media, di solito sono sufficienti per avviare una carriera di buon livello. Certo, poi dipende da voi. Se desiderate un’occupazione tranquilla, dove rimare seduti alla scrivania ad aspettare serenamente l’età pensionabile, forse non siete le persone adatte a questa professione.
Lo stipendio cambia molto dal livello a cui si opera. Fare l’addetto ufficio stampa per un teatro comunale vuol dire essere pagati 500 euro al mese con partita IVA. Essere invece l’addetto di un’azienda di levatura nazionale, o di un ministero, vuol dire arrivare tranquillamente ai 3.000 euro netti al mese, con contratto da quadro o da dirigente.

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